E suggerisce di fare un rimpasto
Carissimo Sindaco Carovani,
a due anni dall’inizio del suo mandato, la situazione in cui versa il Comune di Calenzano è, a dir poco, drammatica. La Corte dei Conti continua a richiamare formalmente l’amministrazione, i lavori pubblici procedono a rilento o si bloccano, mentre la tassazione si conferma “ballerina”. In particolare, la gestione dell’IMU, percepita come una manovra vessatoria finalizzata unicamente a fare cassa, rischia di trasformarsi in un vero e proprio boomerang politico per la sua giunta.
La condizione del territorio è sotto gli occhi di tutti: ad ogni pioggia, il paese finisce puntualmente sott’acqua. La SP8 soffre di criticità evidenti, aggravate dall’impatto dei lavori autostradali, e sono ancora troppe le famiglie che, a distanza di oltre un anno dall’alluvione del marzo 2025, attendono risposte certe sul ripristino della viabilità.
Le recenti dimissioni dell’Assessore al Bilancio e ai Lavori Pubblici – forse l’unico atto di coerenza compiuto in questi due anni – pesano come un macigno su un’amministrazione che ha fallito su ogni fronte. Un fallimento che appare ancor più marcato se si guarda a come l’amministrazione scelga di privilegiare la propaganda politica esterna, gemellaggi ideologici e concerti di scarso seguito, piuttosto che concentrarsi sulle reali esigenze dei cittadini.
In qualità di consigliera comunale di minoranza, il mio ruolo è quello di controllo e denuncia. Pur essendo consapevole che la mia posizione è spesso derisa o etichettata con pregiudizio, non posso tacere di fronte alla gravità della situazione. Lei ha amministrato Calenzano tra il 1999 e il 2009: erano anni d’oro, una realtà radicalmente diversa da quella attuale. Oggi lei appare solo, circondato da collaboratori che, pur volenterosi, dimostrano limiti tecnici evidenti. Le manca il supporto di un partito strutturato e, soprattutto, la regia di figure che in passato hanno garantito la stabilità amministrativa, come Riccardo Prestini, ormai lontano dai giochi politici.
Sindaco, si prenda qualche settimana. Rifletta con sincerità. Ascolti chi, pur venendo da un’area politica opposta – e da lei probabilmente considerato “fascista” o “insensibile” – ha sempre avuto il coraggio di dire la verità con i piedi ben piantati a terra.
Le suggerisco di intraprendere la strada dell’umiltà: proceda a un radicale rimpasto di Giunta, cerchi un confronto serio con il PD e si faccia affiancare da persone realmente competenti. Proseguire in questa solitudine politica, per quanto possibile nel breve periodo, porterà il Comune dritto verso il commissariamento. Lei ha lasciato un buon ricordo ai calenzanesi durante la sua precedente esperienza: oggi, purtroppo, molti di loro vivono un incubo.
Abbandoni l’orgoglio, chieda scusa e dica la verità sulla complessità della situazione: i cittadini sapranno apprezzare un atto di onestà intellettuale. Se non lo farà, la responsabilità di una fine ingloriosa, non solo per la sua carriera ma per l’intera comunità, ricadrà esclusivamente sulle sue scelte.
Calenzano merita serietà. Merita responsabilità politica.
Cordialmente,
Il Consigliere Comunale
Monica Castro Pivetta


