Ex Chiesa dei Barnabiti, dopo la Pagoda delle Cascine Firenze Democratica attacca il Comune: “Partecipazione senza ascolto”

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Del Re e Gasperini annunciano un’interrogazione in Quartiere 1 e chiedono di verificare quante delle realtà coinvolte nella fase partecipativa abbiano poi preso parte alla procedura per l’affidamento dello spazio

 

Dopo la Pagoda delle Cascine, torna il tema del rapporto tra partecipazione, associazioni e gestione degli spazi pubblici. Questa volta al centro delle critiche di Firenze Democratica c’è l’ex chiesa dei Barnabiti, nell’Oltrarno, sulla quale il Comune aveva promosso un percorso partecipativo per immaginare il futuro dello spazio. Cecilia Del Re, consigliera comunale di Firenze Democratica, e Alessandra Gasperini, consigliera di Firenze Democratica al Quartiere 1, richiamano le parole delle associazioni che, secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino, avevano partecipato al percorso e che oggi denuncerebbero di trovarsi di fronte a un bando che, per le condizioni previste, rischia di tagliare fuori proprio quelle realtà associative coinvolte nella fase di partecipazione.

Il punto sollevato dalle due consigliere riguarda soprattutto la continuità tra il percorso partecipativo e le successive scelte amministrative. “Dispiace soprattutto perché dietro questo percorso c’erano tempo, idee e disponibilità messi a disposizione dalle realtà del territorio. Se si promuove un processo partecipativo, occorre poi avere la capacità e la volontà di ascoltarne gli esiti e di tradurli, per quanto possibile, negli strumenti amministrativi successivi. Altrimenti si rischia di generare soltanto frustrazione e sfiducia”, affermano Del Re e Gasperini.

L’obiettivo dichiarato era quello di restituire l’ex chiesa dei Barnabiti al quartiere attraverso un progetto culturale, sociale e di valorizzazione del territorio. Ma, secondo Firenze Democratica, proprio le condizioni previste dal bando sollevano interrogativi sulla sostenibilità della gestione per associazioni e realtà non profit.

Il confronto viene fatto direttamente con la Pagoda delle Cascine, dove, secondo quanto affermato nel comunicato, un percorso di coprogettazione con il Terzo settore si era scontrato con condizioni economiche e gestionali che avevano reso molto difficile per le associazioni assumere la gestione dello spazio. Da qui il timore che possa consolidarsi un modello nel quale associazioni e cittadini vengono coinvolti nella fase delle idee per poi trovarsi davanti a condizioni difficili da sostenere. “Non vorremmo che si stesse consolidando un modello nel quale si coinvolgono associazioni e cittadini nella fase delle idee, salvo poi costruire bandi che quelle stesse realtà non sono concretamente nelle condizioni di sostenere”, affermano le consigliere.

Firenze Democratica annuncia quindi un’interrogazione al Consiglio di Quartiere 1, chiedendo di conoscere come siano state definite le condizioni del bando per l’ex chiesa dei Barnabiti, quali valutazioni siano state fatte sulla sostenibilità per le realtà associative e, soprattutto, quante delle realtà che avevano partecipato alla prima fase del percorso, presentando proposte e contributi, abbiano poi effettivamente partecipato al bando. “È un dato importante per capire se tra partecipazione e procedura di affidamento sia esistita davvero una continuità”.

Il tema, nella lettura proposta da Del Re e Gasperini, riguarda più in generale il futuro degli spazi pubblici come presìdi culturali e sociali dei quartieri. Ma perché le realtà del territorio possano realmente farli vivere, sostengono le due consigliere, non sarebbe sufficiente coinvolgerle nella fase iniziale: occorre anche creare condizioni concretamente sostenibili. “Non basta chiamarle a partecipare: bisogna anche costruire le condizioni perché possano davvero farlo”.

Foto: Francesco Bini su Wikimedia Commons