FOCUS LFCV | La multiutility e i suoi parafernAlia: cosa succede dalle parti di Plures?

GERMOGLI PH: 23 APRILE 2024 MONTESPERTOLI INAUGURAZIONE DEL NUOVO BIODIGESTORE REALIZZATO NEL POLO IMPIANTISTICO DI MONTESPERTOLI BOTINACCIO EX DISCARICA ALIA NELLA FOTO MONIA MONNI ALBERTO IRACE © TOMMASO GASPERINI / FOTOCRONACHE GERMOGLI

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Torna a far parlare di sé la multiutility e, invero, non le è poi così difficile, data la mole di scandali e opacità che la circonda.

La conferenza stampa di lunedì 8 (1) ne ha fatti venir fuori una gran quantità, a partire dai 58 milioni di cui già abbiamo parlato: in pratica, a inizio maggio, Alia ha sospettosamente revocato l’assemblea dei soci e cancellato tutta la documentazione contabile precedentemente approvata e certificata (2).

La mossa non è ovviamente passata inosservata: se ne sono chiaramente accorti, formando loro malgrado un insolitissimo fronte “liberal-rossobruno”, i consiglieri Bambagioni (Lista Schmidt) (3), Palagi (Sinistra Progetto Comune) (4), Chelli e Sirello (Fratelli d’Italia) (5), i quali hanno comprensibilmente battuto sul tasto di quei 58 milioni misteriosamente «contabilizzati due volte» alla voce «Ricavi». Qualora questo errore fosse confermato, infatti, ne risulterebbe, per Alia, un bilancio in perdita di 8 milioni. Ma il punto, come già ci domandavamo per le cifre ancor maggiori relative allo  spropositato numero di opere pubbliche che hanno visto, stanno vedendo e malauguratamente vedranno la luce nella nostra città, è: come è stato possibile sbagliarsi di 58 milioni di euro? Qual è la provenienza di questa cifra ‘sì esatta?

Alia, oltretutto, non è nuova a queste “pappine”. Nel 2021, essa fu costretta a revocare l’amministratrice delegata, i responsabili di due impianti, quello del settore smaltimento dei rifiuti e il direttore tecnico della Torricelli SpA (6), interdicendoli (7), per un’inchiesta su reati ambientali concernenti l’impianto polo tecnologico di San Donnino, a causa dei quali tutte queste figure vennero indagate, assieme a un’altra trentina di persone (8) (tutti stranamente prosciolti col «pagamento di alcune oblazioni» [9]).

Sulle pagine del nostro giornale ci siamo poi occupati dell’imposizione autoritaria delle chiavette elettroniche per aprire i cassonetti (10), che, lungi dal tutelare l’ambiente, si sono configurate unicamente come uno strumento di controllo, repressione e divisione in “buoni e cattivi” della popolazione, nonché di estorsione della TARI: i sacchi di immondizia che si vedono sempre più spesso e in quantità sempre maggiori per le nostre strade ne fanno fede (11).

Entrambi questi aspetti della questione sono accomunati dal rialzo che impongono in bolletta ai cittadini: se, alla conferenza stampa dell’8, il Presidente della Commissione di Controllo del Comune, Paolo Bambagioni, ha rivelato che l’AD di Alia, Alberto Irace, non si è mai presentato ai lavori della commissione, il consigliere pratese Targetti (L’Alternativa C’è) ha messo al corrente l’uditorio circa l’impatto devastante sul distretto manifatturiero dell’aumento delle tariffe sui rifiuti, incrementate in due anni rispettivamente del 7 e del 15%, sottolineando anche la «stranezza» della discrepanza tra l’acquisto di Publiacqua per 13 milioni rispetto ai 2.5 preventivati, che hanno visto a cascata, nello stesso periodo, un rialzo da 270 a 390€ in media per una famiglia di tre persone, da 120 a 170 per una persona singola in un appartamento da 30 m² e un +8% di spese energetiche a causa delle tensioni in Medio Oriente. Ovvia è stata la conclusione che ne è uscita, di rivedere il metodo «fondamentalmente iniquo» di calcolo della TARI.

La visione politica di dieci anni fa, che faceva da cornice alla promessa di rinnovo e superamento della “logica delle piccole aziende”, seguendo il modello virtuoso dell’IREA, dell’IREM, dell’Italgas al Nord sono quindi andate deluse. L’ecologismo è una fandonia a cui nessuno, se non i servi e i pappagalli più irriducibili della giunta Funaro, ha creduto né poteva credere: l’unica cosa reale sono stati i rincari a fronte di servizi sempre più scadenti (12) e nel torbido più totale (13): grave, ha detto Bambagioni, il silenzio di azienda e sindaci (14). Bene ha fatto, dunque, l’opposizione pratese a chiedere alla “nuova” (o, per meglio dire, ennesima) amministrazione Biffoni di ritirarsi da Plures. Firenze che fa?

 

NOTE

(1) https://lafirenzechevorrei.it/asse-firenze-prato-per-una-multiutility-alia-plures-meno-opaca/

(2) https://plures.aliaserviziambientali.it/it-it/comunicati-stampa/2026/maggio/07-05-bilancio-e-assemblea-soci

(3) https://lafirenzechevorrei.it/alia-plures-veline-tante-documenti-zero-esplode-il-caso-dellerrore-da-58-milioni/

(4) https://www.comune.firenze.it/novita/area-stampa/comunicati-stampa/alia-plures-palagi-spc-le-rassicurazioni-della-giunta-ci

(5) https://www.comune.firenze.it/novita/area-stampa/comunicati-stampa/alia-plures-chelli-e-sirello-fdi-ricavi-contabilizzati-due

(6) https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/21_maggio_27/firenze-bufera-alia-interdetti-dirigenti-funzionari-inchiesta-rifiuti-8dfafb0c-bed7-11eb-9d88-22781edb78d7.shtml

(7) https://www.controradio.it/interdetti-alia/

(8) https://www.nove.firenze.it/bufera-giudiziaria-su-alia-indagati-dirigenti-e-funzionari.htm

(9) https://plures.aliaserviziambientali.it/it-it/comunicati-stampa/2023/novembre/29-11-gestione-impianti-e-reati-ambientali

(10) https://lafirenzechevorrei.it/fallimento-del-sistema-di-cassonetti-a-chiave-elettronica-per-la-raccolta-differenziata-dei-rifiuti/

(11) https://lafirenzechevorrei.it/una-citta-darte-sempre-piu-sporca-tra-cestini-traboccanti-e-cassonetti-sigillati-firenze-e-ostaggio-dei-rifiuti/

(12) https://www.nove.firenze.it/caso-alia-plures-tra-bollette-e-milioni-scomparsi.htm

(13) https://lafirenzechevorrei.it/plures-alia-e-il-potere-che-non-risponde/

(14) https://lafirenzechevorrei.it/alia-plures-da-firenze-e-da-prato-prosegue-loperazione-verita-bambagioni-lista-schmidt-grave-silenzio-azienda-e-sindaci/

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli