Le vicende dell’Ing. Tarchiani sono note. E sono all’attenzione dei servitori dello Stato. Nell’inchiesta di La Firenze che Vorrei sono emersi molti nomi noti sul territorio di Barberino Tavarnelle. Tutti loro tacciono. Non replicano, non reagiscono, non esprimono solidarietà. Non trovano tempo per un confronto. Smentite non ne sono arrivate. Forse non hanno letto? Forse non hanno letto perché ne abbiamo parlato solo noi?
Prima di diffonderla su questo giornale, la nota stampa odierna di Laundry Supplies srl è stata proposta in anteprima al principale giornale della zona, Il Gazzettino del Chianti. Il direttore Matteo Pucci ha declinato, senza nemmeno aver letto preventivamente il testo, con queste parole: «Ho avuto modo di lettere [leggere, ndr] qualcosa qua e là in passato. Non è materiale in alcun modo pubblicabile su un giornale». Abbiamo preso atto della sua opinione, fermo restando che le vicende, soprattutto quelle relative ai protocolli contro la biocontaminazione e richiamate nella nota, sono state riprese da vari altri giornali.
Il Tarchiani sostiene si tratti di una scelta poco manageriale, abbiamo sottoposto a Pucci la sua opinione. Pucci ha chiuso così: «Scrivete pure quello che volete sul vostro blog [LFCV è una testata giornalistica registrata, ndr], il nostro è un giornale serio».
Chi ci impedisce di pensare che le persone citate nei vari articoli abbiano in qualche modo inibito ulteriori pubblicazioni a livello locale? Saremmo lieti se tutto questo fosse frutto di disinteresse. Purtroppo, dobbiamo porre pubblicamente un quesito: è dovuto a una paura che soltanto le autorità competenti possono e dovrebbero definire? Siamo di fronte a una richiesta d’aiuto da prendere in assoluta considerazione?

