«Dichiarare che il partito non boicotta nessuno non cancella gli inviti pubblicati dai suoi esponenti», sostengono i consiglieri di centrodestra, che contestano la posizione del segretario cittadino dem Gianassi e rinnovano l’appello a intervenire rivolto a Sara Funaro
I gruppi consiliari di centrodestra alzano il livello dello scontro politico a Firenze sulla vicenda degli inviti a boicottare gli esercizi commerciali che ospitano la raccolta firme contro l’abbattimento degli alberi per la tramvia Libertà/Rovezzano.
La definizione scelta dai consiglieri è chiara: «A Firenze è vivo il fascismo rosso», un’accusa che accompagna la richiesta alla sindaca Sara Funaro di intervenire pubblicamente e di chiedere le dimissioni del presidente del Quartiere 5, Ferraro. Nel comunicato congiunto, i rappresentanti di Fratelli d’Italia, Lista Schmidt, Lega, Forza Italia e Gruppo Misto-Noi Moderati contestano anche la posizione del segretario cittadino del PD, Gianassi, accusato di difendere il partito attaccando le opposizioni anziché condannare esplicitamente le iniziative contestate. «Per Gianassi la miglior difesa è l’attacco. Ma gli inviti a boicottare negozi e professionisti arrivano da esponenti del suo partito. Le scuse devono arrivare da loro», dichiarano i consiglieri. Il punto della contestazione riguarda i comportamenti attribuiti a Filippo Frizzi, segretario del circolo PD di Peretola, che avrebbe indicato gli esercizi commerciali da non frequentare perché ospitano la raccolta firme, e a Ferraro, presidente del Quartiere 5, al quale viene attribuito anche un riferimento agli «avvocati a cui non rivolgersi».
Secondo il centrodestra, la questione non riguarda soltanto la contrapposizione sulla politica del verde, ma il rischio che le scelte professionali e commerciali vengano utilizzate come criterio per colpire chi sostiene una posizione sgradita. «Si invita a colpire il lavoro delle persone per punirne le scelte», affermano i consiglieri, che accusano chi ricopre incarichi politici e istituzionali di contribuire a un clima nel quale il sostegno al dissenso può diventare motivo di penalizzazione economica. Da qui la critica alla replica del PD: «Dichiarare che il partito non boicotta nessuno non cancella gli inviti pubblicati dai suoi esponenti». I gruppi di opposizione sostengono inoltre di aver chiesto in precedenza a Funaro di intervenire e rinnovano ora la richiesta di una presa di posizione esplicita. «Condanniamo ogni minaccia e offesa. Pretendiamo la stessa fermezza contro chi mette all’indice commercianti e professionisti», scrivono, definendo «fascismo rosso» quello che considerano un tentativo di far pagare sul piano lavorativo la libertà di esprimere dissenso. «L’antifascismo non può diventare un’assoluzione preventiva per gli autoritarismi di casa propria», aggiungono, trasformando la vicenda in un attacco politico diretto alla maggioranza cittadina.
La richiesta più netta è rivolta alla sindaca: «Avevamo chiesto a Funaro di intervenire. Rinnoviamo la richiesta: condanni chiaramente questi comportamenti e chieda le dimissioni di Ferraro». Per i consiglieri, infatti, «un presidente di Quartiere deve rappresentare tutti i cittadini, anche quelli che dissentono».
Il comunicato si chiude con una dichiarazione di sostegno ai commercianti e ai professionisti coinvolti: «Noi continueremo a sostenerli. Non ci faremo intimidire e non ci uniformeremo. Firenze non è una sezione del PD e i fiorentini non sono sudditi». A firmare la presa di posizione sono Angela Sirello, capogruppo di Fratelli d’Italia, insieme ai consiglieri Matteo Chelli, Alessandro Draghi e Giovanni Gandolfo; per la Lista Schmidt, Eike Schmidt e Paolo Bambagioni; per la Lega, Guglielmo Mossuto; per Forza Italia, Alberto Locchi; e per il Gruppo Misto-Noi Moderati, Luca Santarelli.

