Poco dibattuti, schivi e restii a farsi inquadrare dalle luci dei riflettori della cronaca e della politica, i lavori di rigenerazione dell’ex manicomio di San Salvi, oggi diviso tra sedi della ASL e tentativi di luoghi di studio universitari. Non è sfuggita a La Repubblica Firenze la contraddizione sul cronoprogramma, “rispettato” solo da chi non conosce le dinamiche interne dei lavori e delle modifiche, decisamente a rilento considerati i tempi di approvazione del progetto preventivo, la quale doveva essere ultimata quest’anno per un cantiere da terminare nel 2029, e il costo del rifacimento: 17 milioni di euro. Identico il copione di spergiuri di puntualità da parte dell’assessore Danti, cui evidentemente non crede neppure chi a San Salvi ha messo radici, come il fondatore della compagnia teatrale Chille de la Balanza, che lì «ha sede e vita». I soldi, del resto, nel settore sanitario continuano a mancare: la stessa testata informa dell’«aumento del deficit» dalla ASL Centro a quella Nord-Ovest fino a Careggi e persino a Pisa. Si inverte la cifra di San Salvi, giungendosi a un rosso di 71 milioni nel 2025 solo per la prima, mentre in generale si fatica a mantenere i numeri dell’anno scorso (339 milioni), col rischio concreto di arrivare a 400. Come se non bastasse, il pronto soccorso di Prato si è “inceppato” a causa dello scontro tra un 22enne magrebino, da poco liberato dalla Dogaia ma che continuava a rifornire di droga e telefonini i detenuti, e le forze dell’ordine, un agente della quale ha dovuto sparargli per fermarlo, ferendolo a una gamba ma senza metterlo in pericolo di vita. Il delinquente, a quanto riportano La Repubblica Firenze e Quotidiano Nazionale, avrebbe per giunta azionato un estintore tra i pazienti nel tentativo di seminare i poliziotti, causando, appunto, l’interruzione di servizio nella struttura e il dirottamento su Firenze e Pistoia dei nuovi arrivi. Contusa, al contrario, una guardia giurata a Viareggio, “rea” unicamente di aver tentato di interrompere i vandalismi di una banda di alcolizzati che, la notte di Ferragosto, hanno divelto e gettato per la spiaggia e in mare ombrelloni, sdraio, lettini, giochi e altre attrezzature, costringendo i bagnini a straordinari imprevisti in apertura d’orario per rimettere tutto a posto prima dell’arrivo dei clienti, spiega La Repubblica Firenze. Preciso il bilancio del Tirreno Firenze sul fuoco ben più ampio e vasto che ha avvolto i boschi del Mugello quest’estate, contando «una settantina di ettari in cenere» al 10 agosto, meno sulle scritte cosiddette “antisemite” apparse sul Memoriale della Deportazione, di cui sono stati però menzionati soltanto improperi all’indirizzo di Israele e del Mossad, la cui esistenza è essa sì l’offesa più bieca «alla memoria di tutti i deportati nei lager nazisti». (JCM)

