Si rinnova l’appuntamento con le iniziative promosse da Ruote Classiche Club Prato. Venerdì 24 aprile, alle ore 21, nella sede di via Ferrucci 235 a Prato, ci sarà la proiezione di ‘Ignazio Giunti – La Storia Mai Raccontata’. Si tratta del docu-film che ripercorre la storia del talentuoso pilota italiano, fra interviste inedite e rari e preziosi contributi d’archivio. Ospiti della serata Vittorio e Piero Tusini Cottafavi, nipoti di Giunti. Ricordiamo che il film è di Marco Gentili. L’ingresso è libero per soci e appassionati.
“Verrà proiettata una storia di talento, passione e memoria – spiega Stefano Cecconi, presidente di Ruote Classiche Club Prato -. Un docu-film che valorizza la storia dell’automobilismo fra patrimonio sportivo, culturale e umano. L’invito alla partecipazione è aperto a tutta la cittadinanza”.
Scritto e diretto da Gentili, prodotto da Bluebird Srl in collaborazione con RAI Documentari, il film è il risultato di un lungo lavoro di ricerca, durato oltre dieci anni, che intreccia materiali d’archivio, testimonianze inedite e ricostruzioni narrative. Ne emerge un racconto stratificato, capace di andare oltre la dimensione biografica per affrontare anche il cosiddetto “caso Giunti”, evento che contribuì in modo decisivo a cambiare la percezione del rischio e della sicurezza nel mondo delle corse.
“Una proiezione che vuole tutelare la memoria del motorismo italiano – conclude Cecconi -, favorendo una lettura consapevole del passato come strumento di conoscenza e responsabilità per il futuro”.
La narrazione è circolare: il docu-film inizia riaprendo la ferita della 1000 km di Buenos Aires del 10 gennaio 1971, poi torna indietro in un lungo flashback per seguire l’ascesa di un talento considerato tra i più promettenti del motorsport italiano, asso dell’Alfa Romeo negli anni delle straordinarie corse per vetture turismo e sport prototipo, arrivato a indossare i colori Ferrari e a mettersi in luce anche in Formula 1. Si rientra infine nel punto di partenza con uno sguardo diverso: non il ‘finale inevitabile’, ma il peso di una storia interrotta nel momento in cui sembrava davvero sul punto di aprirsi. Il film di fatto rilegge l’accaduto di Buenos Aires non come un semplice epilogo ‘tragico e assurdo’, ma come un passaggio che impone domande su quegli anni, sulla sicurezza, sulle regole e su quanto, in quel mondo, il confine tra eroismo e vulnerabilità fosse sottilissimo.
