Il comitato Salviamo Firenze annuncia un esposto e alza il tiro sul patrimonio pubblico dell’Asp finito sugli affitti brevi. Nel mirino Frittelli, Paccosi e l’assessore Paulesu — e, sullo sfondo, la sindaca Funaro
Il caso Montedomini cambia scala. Dopo settimane di “pasticcio” politico, il comitato Salviamo Firenze per viverci ha annunciato un esposto alla Procura, affidato al proprio legale, e ha messo nero su bianco un dossier che parla di gravi anomalie in 17 dei 19 avvisi di locazione pubblicati dall’Asp tra il 2021 e il 2026.
L’aritmetica dell’accusa è precisa. Su 12 bandi per affitti abitativi “4+4”, denuncia il portavoce Massimo Torelli, in 10 casi l’aggiudicazione non avrebbe seguito il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa — quello previsto dal regolamento — ma sarebbe andata al rilancio più alto, per mezzo di offerte segrete, senza pesare il merito della proposta. Ai dieci si aggiungono sette avvisi a uso turistico con una clausola pro affitti brevi che, sostiene il comitato, era nascosta tra gli allegati. Totale: diciassette.
È qui il cortocircuito. Lo stesso Comune che ha dichiarato guerra agli affitti brevi, dentro e fuori dall’area Unesco, nomina il consiglio di un’azienda pubblica che — secondo la ricostruzione del comitato — quegli affitti li ha alimentati, trasformando in rendita un patrimonio costruito nei secoli dai lasciti dei fiorentini per fini sociali. Con un dettaglio che pesa più di ogni cavillo: negli ultimi cinque anni, sostiene Salviamo Firenze, nessun alloggio sarebbe stato assegnato a scopo sociale.
Da qui le tre dimissioni chieste: quella dell’attuale presidente dell’Asp Maurizio Frittelli, quella del predecessore Luigi Paccosi — alla guida dell’ente dal 2015 al 2024 e oggi al vertice di Casa Spa — e quella dell’assessore comunale al welfare Nicola Paulesu. Torelli chiama in causa anche Palazzo Vecchio: dice di comprendere “l’imbarazzo della sindaca” Sara Funaro, la cui storia politica incrocia Montedomini fin dal 2009 e che ancora oggi siede nel consiglio di indirizzo della Fondazione. A lei chiede “un’assunzione di responsabilità”.
Dall’Asp la linea è difensiva. Frittelli — nominato dal Comune, a titolo gratuito, che ama definirsi “un barelliere” — ha snocciolato numeri di segno opposto: su poco più di duecento unità immobiliari, oltre un terzo sarebbe a uso sociale. Oggi il cda dell’azienda torna a riunirsi; il 3 agosto il presidente riferirà in Commissione controllo a Palazzo Vecchio.


