La #firenzeplurale sa ascoltare solo sè stessa. Ma sulla tramvia alle Cure Sabatini non si ferma: «Chiederemo lo stesso la consultazione»

CONSIGLIO COMUNALE

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Il consigliere della Lista Civica Eike Schmidt annuncia una nuova iniziativa dopo il no della maggioranza alla consultazione sulla Libertà-Rovezzano: «È un diritto previsto dal Regolamento». Nel mirino soprattutto i 428 alberi previsti in abbattimento

 

La bocciatura oggi in Consiglio comunale della proposta di una consultazione sulla tramvia 3.2.2 Libertà-Rovezzano, secondo Massimo Sabatini, non chiude affatto la partita. Anzi, per il consigliere della Lista Civica Eike Schmidt apre una nuova fase: portare comunque la richiesta di consultazione davanti ai cittadini, utilizzando gli strumenti previsti dal regolamento comunale. È lo stesso percorso che Sabatini aveva iniziato a mettere sul tavolo nei giorni scorsi, quando aveva chiesto all’amministrazione di conoscere l’orientamento dei residenti prima dell’apertura dei cantieri, richiamando anche gli articoli 92 e 93 dello Statuto comunale sulla partecipazione e sui referendum consultivi e propositivi.

Oggi il consigliere alza ulteriormente il livello dello scontro e affida a un comunicato una frase destinata a diventare il titolo politico della sua iniziativa: «Loro dicono di no, ma la spinta che proviene da quartiere (il 2, che è coinvolto in pieno) e città non muore qui. Chiederemo lo stesso la consultazione. È un diritto che abbiamo e che è previsto dal Regolamento. Proporremo un testo, attenderemo l’ok a quella domanda, raccoglieremo le firme e faremo capire che il sentimento verso quell’opera in città è totalmente cambiato.».

La questione non riguarda soltanto il referendum in sé. Dietro la richiesta di consultazione c’è infatti tutto il confronto sulla trasformazione che la 3.2.2 produrrà nel Quartiere 2 e lungo il tracciato verso Rovezzano. Il progetto definitivo prevede l’abbattimento di 428 alberi su 1.526 censiti. Mentre il Comune e i progettisti sostengono che il bilancio numerico finale delle alberature sarà positivo, le critiche si concentrano soprattutto sulla perdita immediata di alberi monumentali adulti e sulla diversa capacità di fornire ombra e servizi ecosistemici da parte delle nuove piantumazioni.

È proprio questo uno dei punti sui quali Sabatini torna a battere: «Il più grave? Il taglio sconsiderato di centinaia di alberi ad alto fusto e grande chioma in città. La linea nel Q2 ne taglierebbe altri 428, un numero abominevole. Facciamo di tutto per evitarlo!». Una posizione che si inserisce in un confronto già molto acceso sulla 3.2.2, con residenti, associazioni e forze politiche di opposizione che hanno chiesto approfondimenti e modifiche al progetto proprio sul tema delle alberature.

Ma nel nuovo intervento di Sabatini c’è soprattutto un’accusa politica rivolta direttamente alla maggioranza che governa Palazzo Vecchio. Il consigliere mette in relazione il rifiuto della consultazione con lo slogan utilizzato dalla coalizione di governo della città: «Lo faremo senza la pluralità delle parti, perché chi è andato alla guida della città con lo slogan “Firenze al plurale” non vuole misurarsi con i suoi stessi principi».

Nel mirino torna anche il precedente della 3.2.1, che Sabatini considera il precedente più significativo per comprendere la sua opposizione alla nuova linea. Il riferimento è soprattutto alla questione del verde, che è diventata uno degli elementi più controversi delle nuove infrastrutture tranviarie fiorentine.

La battaglia, dunque, non sembra destinata a esaurirsi con il voto della maggioranza contrario alla consultazione. Sabatini annuncia esplicitamente che proverà a trasformare il no del Consiglio in una nuova iniziativa politica e procedurale, arrivando alla raccolta delle firme prevista dal percorso che intende attivare. Sullo sfondo rimane la domanda che aveva aperto la discussione dei giorni scorsi: prima di aprire un cantiere destinato a modificare strade, alberature, parcheggi e attività commerciali del Quartiere 2, i cittadini devono avere la possibilità di esprimersi? Per Sabatini la risposta è già contenuta nelle parole con cui chiude il suo comunicato: «Lo faremo lo stesso».