Plures, la rivolta dei Comuni: trasparenza su costi e consulenze, perplessità sulla Taric

Prese dalla pagina facebook di Plures Alia

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La gestione di Plures S.p.A. (ex Alia Servizi Ambientali) finisce sotto attacco su due fronti diversi dell’ATO Toscana Centro, Barberino di Mugello e Carmignano, mentre resta aperto il giallo contabile da 31,2 milioni di euro segnalato da questa testata.

La prima, forte richiesta arriva da Barberino di Mugello. Come riporta Il Filo, il gruppo di minoranza Centrodestra per Barberino ha chiesto formalmente la convocazione di un’assemblea con i cittadini e/o di una seduta aperta del Consiglio Comunale sulla governance e sulla sostenibilità finanziaria di Plures.

Nel documento, a firma di Silvia Castellani e Alberto Lopez, si chiede «massima trasparenza societaria, chiarezza amministrativa ed equità economica» su una società che «incide in maniera diretta sui bilanci delle famiglie e delle imprese attraverso le tariffe applicate (TARI)».

Tra le richieste, «piena luce sulla struttura dei costi societari, con particolare focus sulle spese per consulenze esterne e incarichi professionali conferiti dalla società negli ultimi esercizi, sui trattamenti economici, buonuscite e indennità corrisposte ai vertici e alle figure dirigenziali; sulla gestione del bilancio aziendale e sostenibilità dei Piani Economico-Finanziari (PEF)».

Toni ancora più duri da Carmignano. Come riporta Notizie di Prato, il sindaco Edoardo Prestanti, durante il convegno del 19 settembre «Gestione dei rifiuti, le alternative per ridurre le tariffe e migliorare il servizio», ha definito la gestione di Plures «fallimentare».

Secondo quanto virgolettato dalla testata pratese, per Prestanti Plures è una società pubblica «dove però le decisioni sono prese dai manager, che fanno e disfanno senza dare conto a nessuno». Il sindaco, che a suo tempo aveva votato contro il piano finanziario di Plures, ha sostenuto che «negli ultimi due anni il servizio sia peggiorato, sia nella raccolta sia nel porta a porta, mentre le tariffe sono aumentate drasticamente».

Prestanti ha ricordato di non essere l’unico sindaco insoddisfatto, citando anche Campi Bisenzio e Poggio a Caiano, e ha rilanciato: «La programmazione deve essere decisa dai Comuni e non dai manager. I Comuni piccoli, che nell’Ato sono i più numerosi anche come popolazione, devono contare di più».

Fondamentale il passaggio di Empoli. Allo stesso convegno, riporta sempre Notizie di Prato, è intervenuto Marco Cardone del Comitato Trasparenza per Empoli, che ha affrontato il tema Taric sostenendo che nell’ATO Toscana Centro il principio «chi meno produce, meno paga» sarebbe stato applicato «all’incontrario». Cardone ha indicato tra le criticità «i costi non riconosciuti da Ato Toscana Centro e un indebitamento milionario che Alia si tira dietro e che finisce in tariffa. Una gestione non efficiente».

Su Empoli, poi, il nodo istituzionale: il gruppo Senso Civico, sempre ripreso da Notizie di Prato, ha ricordato che la Commissione Controllo e Garanzia del Comune ha aperto il 6 luglio un’indagine sulla Taric e ha chiesto documenti ad ATO e Alia. «Ato ha inviato parte della documentazione richiesta, mentre Alia non avrebbe ancora fornito quanto richiesto, tanto che è stato necessario un sollecito». «Sulla Taric servono meno slogan e più numeri, meno tavoli separati e più confronto istituzionale tra tutti i soggetti coinvolti».