L’agonia dei giardini della Fortezza: Firenze sempre più umiliata dal degrado

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Lo smantellamento della ruota panoramica rivela un parco – un tempo bellissimo – ridotto ormai a un percorso di guerra

 

Con l’arrivo dell’estate, passeggiare nei giardini della Fortezza da Basso significava un tempo immergersi in uno degli angoli più belli di Firenze: grandi cedri secolari, la fontana dei cigni, e le mura medicee a fare da cornice. Oggi quel luogo è diventato un percorso a ostacoli tra buche, fango e incuria diffusa.

Le foto arrivateci come segnalazione sono impietose. Sentieri d’asfalto spaccati e trasformati in pozzanghere permanenti. Aiuole ridotte a piscine di fango intorno agli alberi. La casina dei servizi igienici abbandonata da mesi, parzialmente incendiata, ridotta a un rudere con intonaci cadenti e finestre sfondate, transennata con le onnipresenti reti arancioni. Un cestino Alia bruciato e sigillato col nastro, cancelli arrugginiti. In sottofondo, il cantiere FS/TAV immobile da tempo, senza operai né segnaletica. La rimozione della ruota panoramica ha peggiorato la situazione: erba distrutta, terreno compattato, scoli intasati. Un’attrazione temporanea che ha lasciato solo danni.

Costruita tra il 1534 e il 1537 per volere di Alessandro de’ Medici, la Fortezza da Basso è uno dei capolavori dell’architettura militare rinascimentale. I suoi giardini, valorizzati soprattutto tra Ottocento e Novecento, sono stati per generazioni di fiorentini un’oasi di svago, sport e relax a due passi dal centro. Il grande “Vascone” e i prati intorno erano meta di passeggiate, pic-nic e giochi per i bambini. Di quel patrimonio oggi resta poco più che il ricordo. E non si tratta di una periferia dimenticata: siamo in una zona del centro storico a pochi passi dalla stazione di Santa Maria Novella, dal Palazzo dei Congressi e dal cuore turistico della città. Un vero biglietto da visita di Firenze.

Ma siamo nell’era Funaro. La sindaca,  in carica da giugno 2024, sta dimostrando assoluta inzerzia di fronte al degrado cronico del verde pubblico. Cantieri eterni, manutenzione inesistente e incuria diffusa continuano a segnare il volto di Firenze, senza che si intraveda nessuna volontà di una inversione di rotta: la manutenzione ordinaria sembra essere l’ultima delle priorità.

Un parco ridotto così rappresenta un’ennesima offesa alla storia e all’immagine di Firenze. I giardini della Fortezza non dovrebbero essere erba, pozzanghere e asfalto spaccato: dovrebbero essere memoria, bellezza e qualità della vita quotidiana. Lasciarli in questo stato è un abbandono ingiustificabile. La sindaca Funaro farebbe bene a venire a verificare di persona. E a intervenire, rapidamente. I fiorentini meritano di riavere i loro giardini.