Le bande degli irregolari spadroneggiano a Novoli: «Qui prima o poi ci scappa il morto»

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Preso di mira lo stesso locale. Prima entrano e pretendono che il proprietario consegni loro stecche di sigarette, poi ritornano e scoppia una lite. I residenti: “qui prima o poi ci scappa il morto”

 

Mentre la sindaca di Firenze trova il bicchiere mezzo pieno nei dati che confermano che la provincia di Firenze è seconda per criminalità, alle spalle della sola Milano, la città è invece prima se si considerano esclusivamente i dati dei capoluoghi, la cronaca continua a raccontare episodi preoccupanti. Anche oggi le notizie di violenza arrivano da Novoli, in aree che dovrebbero essere interessate da particolari misure di sicurezza.

Lunedì sera, un gruppo di giovani, descritti come presumibilmente nordafricani, è entrato in un bar di via della Villa Demidoff, costringendo il proprietario a consegnare venti stecche di sigarette e oltre 2.000 euro. Una rapina-lampo che ha lasciato sotto choc gli avventori e spinto il titolare a chiamare immediatamente il numero di emergenza 112. Sul posto è intervenuta una volante della polizia: gli agenti hanno raccolto le testimonianze dei presenti e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Come se non bastasse, poche ore dopo, nello stesso locale è scoppiata una violenta lite, costringendo il barista a chiedere nuovamente l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la situazione alla calma. Gli agenti sono così tornati nel bar e hanno identificato alcune persone. Tra queste, un 32enne irregolare sul territorio italiano, che, dopo aver opposto resistenza, è stato arrestato.

Spaccio, risse, ubriachezza molesta, consumo di droga anche davanti ai portoni e scene che sembrano uscite da un far west: per i residenti, il quadro è sempre più allarmante. La rabbia e la paura crescono, mentre chi vive nella zona denuncia una quotidianità difficile e la sensazione di essere lasciato solo ad affrontare il problema.

«Qui prima o poi ci scappa il morto», dice sottovoce, con rassegnazione, qualcuno. Una frase che restituisce il livello di esasperazione raggiunto da una parte dei residenti, che lamentano anche le ripetute sollecitazioni rivolte all’amministrazione senza vedere, a loro giudizio, risposte sufficienti.

La domanda resta inevitabile: mentre i dati vengono letti in chiave più o meno rassicurante, quali risultati concreti stanno arrivando sul territorio? Perché, al di là delle classifiche e delle dichiarazioni, per chi vive a Novoli la sicurezza si misura soprattutto nella possibilità di uscire di casa e frequentare il proprio quartiere senza paura.