Malaparte e il cinema alla Gualchiera di Coiano

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Dopo la commemorazione per il 69esimo anniversario della morte di Malaparte celebrata a Spazzavento, sulla cima del Monte Le Coste, domenica 19 luglio data della morte del grande scrittore pratese, l’Associazione Malaparte pratese nel mondo, insieme a La Gualchiera, ha promosso, nella serata di lunedì 20 luglio, la proiezione dell’unico film diretto, sceneggiato e musicato da Curzio Malaparte e presentato nel 1951 ‘Il Cristo proibito’. Presenti all’evento Walter Bernardi, Presidente dell’associazione Malaparte, e Gabriele Marco Cecchi, docente per la Scuola di Cinema Anna Magnani. Entrambi sono sceneggiatori del film ‘Curtino. Amori e dolori del giovane Malaparte’ diretto da Massimo Smuraglia, patrocinato dalla Regione Toscana, le cui riprese inizieranno alla fine di settembre e che verrà presentato nel 2027 anno del settantesimo anniversario della morte di Malaparte. Il film, come ricordato, tratterà del periodo pratese di Malaparte, quando ancora bambino e adolescente manifestava già tutti i caratteri del “grande” Malaparte.
Parlare di cinema e di Malaparte non può prescindere da Il Cristo proibito, unico film girato da Malaparte, probabilmente a causa della sua prematura morte perché aveva in cantiere molte altre sceneggiature, è tratto da un suo soggetto che avrebbe dovuto essere un libro ma che, per volontà dello stesso scrittore, diverrà un film precursore del superamento del neorealismo che troverà compimento solo più tardi con l’opera di Pasolini. Film fortemente simbolista Il Cristo proibito tratta la storia di Burno, interpretato da Raf Vallone, che fa ritorno al suo paese dopo avere combattuto la seconda guerra mondiale e essere stato prigioniero in Russia, con la strenua volontà di vendicare l’assassinio del fratello Giulio, partigiano, avvenuto a seguito di una delazione. Il messaggio, insito nella tematica malapartiana e sviluppato nel film secondo i canoni della tragedia greca che Malaparte aveva appositamente approfondito, consiste nella riflessione sul perché “è sempre il sangue innocente che deve riscattare il male del mondo”. La serata si è svolta al giardino de La Gualchiera davanti a un folto e attento pubblico ed è stata dedicata al regista pratese, Romeo Conte, scomparso due anni fa. Presente Cristina Gargini, collaboratrice e moglie di Conte, che lo ha ricordato con molto affetto.