La Fiadel, spiega una nota, «rifiuta la logica del puro scontro ideologico e qualsiasi forma di opacità». «L’evoluzione del gruppo Plures/Alia – prosegue Fiadel – verso il modello corporate/opco e il piano industriale da 2,5 miliardi di euro non vanno bloccati, ma governati alla luce del sole. Il nostro obiettivo è chiaro: trasformare l’efficienza industriale in valore reale per chi lavora e per chi vive nel territorio».
La linea politica di Fiadel si fonda su tre pilastri programmatici, pragmatici e super partes:
Il costo del lavoro come investimento, non come spreco
- Il bilancio consolidato evidenzia che il settore ambiente risente di una bassa marginalità (11,78% di ebitda margin) a causa dell’alta incidenza del personale (23,75% sui ricavi di settore);
- Il parere di Fiadel: la vera inefficienza del gruppo non sono gli stipendi del personale, ma il collo di bottiglia impiantistico che ci costringe a spendere oltre 85-90 milioni di euro all’anno per far viaggiare e scaricare i nostri rifiuti a Peccioli e Rosignano;
- La nostra proposta: sostenere la chiusura del ciclo con gli impianti di proprietà previsti dal piano regionale (precedente). Il risparmio di 35 milioni di euro all’anno derivante dall’indipendenza dai vettori esterni deve essere blindato in un patto di condivisione della produttività: il 40% deve finanziare l’aumento dei salari integrativi di secondo livello e il 40% deve abbattere le tariffe dei cittadini.
Salari reali: colmare il vuoto del caro vita
- L’ultimo rinnovo del CCNL unico dei servizi ambientali (triennio 2025-2027) ha stabilito un incremento a regime del trattamento economico complessivo pari a 250,00 euro lordi mensili sul parametro 130, intervenendo in misura maggiore sui livelli piu bassi, aumentando le basi parametrici;
- Il divario reale: nonostante questa importante crescita mensile (composto da 217 euro di retribuzione base, 18 euro di produttività e 15 euro di welfare), tra il 2022 e il 2026 l’inflazione cumulata ha superato il 16%. Il caro vita, la tassazione, hanno bruciato oltre 250 euro di potere d’acquisto mensile per una famiglia media. L’aumento del CCNL corre a coprire l’inflazione passata ma non protegge a sufficienza il valore dei risparmi futuri;
- La rivendicazione di Fiadel: fermeremo ogni tentativo di transito selvaggio del personale verso la nuova opco ambiente senza un accordo scritto di secondo livello aziendale che istituisca un premio di risultato territoriale aggiuntivo per difendere, integrare e consolidare il valore reale dei salari.
La riforma fiscale: dalla tassa sulla proprieta alla taric sui consumi
- Tutelaimo i cittadini proponendo il definitivo superamento della vecchia logica della tari patrimoniale basata sui metri quadri della casa;
- La svolta ecologica: sosteniamo il passaggio totale alla Taric (tariffa corrispettiva) integrata con una leva indiretta sui consumi;
- Il circuito premiale: proponiamo ai comuni azionisti che gli acquisti tracciati nei punti vendita fisici e sui grandi portali e-commerce generino un’ecotassa a carico dei grandi distributori sul packaging e sugli imballaggi prodotti a monte. Spostando il carico fiscale dalla proprietà immobiliare al reale volume di scarto commerciale, finanzieremo l’abbattimento drastico della quota fissa della tariffa per le famiglie residenti.
«Vogliamo un accordo – termina la nota di Fiadel – per efficentare il ciclo dei rifiuti in modo da eliminare i costi derivanti dal trasporto dei rufiuti a Peccioli, così da distribuire i risparmi ai lavoratori, alle famiglie toscane che fanno bene la raccolta differenziate».




