Non solo Montedomini Gate e Cubo nero. Opposizioni all’attacco su Palazzo Bufalini

GERMOGLI PH 16 MARZO 2026 FIRENZE SALONE DEI DUECENTO CONSIGLIO COMUNALE NELLA FOTO CECILIA DEL RE

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Palagi e Lupo (Sinistra Progetto Comune) chiedono una ricognizione. Del Re: «Errore accogliere le osservazioni di Hines (ex Teatro Comunale) e Namira».

 

La sentenza del TAR Toscana sul complesso di via Bufalini riapre lo scontro sulle locazioni turistiche brevi nel centro storico di Firenze, scontro acuito dal detonare dello scandalo Montedomini. E l’opposizione in Consiglio comunale chiede alla Giunta di fare chiarezza e cambiare rotta. Per Dmitrij Palagi e Francesca Lupo di Sinistra Progetto Comune il problema ha carattere sistemico. «La risposta della Giunta alla nostra interrogazione sulla sentenza del TAR Toscana relativa al complesso di via Bufalini conferma il problema e, allo stesso tempo, sceglie di non affrontarlo».

I due consiglieri ricordano che il TAR ha stabilito che «il divieto di nuove locazioni turistiche brevi introdotto dal Comune non si applica, perché la convenzione attuativa del 2017 e l’atto unilaterale d’obbligo hanno consolidato quel regime prima dell’entrata in vigore della disciplina». Un principio, sottolineano, «di carattere generale, non un dettaglio del singolo caso».

Da qui le due richieste rimaste senza risposta: una «ricognizione sistematica delle convenzioni e degli atti d’obbligo in vigore nel perimetro UNESCO» e «misure integrative per colmare le lacune che la sentenza ha messo in luce».

La Giunta Funaro si è limitata a dire che «non risulta pendente alcun ricorso» e che si tratta di un «caso isolato». Ma per Palagi e Lupo «l’assenza di ricorsi oggi non è affatto una garanzia: significa solo che, per ora, nessun altro operatore ha portato la stessa pretesa davanti a un giudice. Si dichiara “caso isolato” senza aver svolto la verifica che sola permetterebbe di affermarlo».  

«Chiederemo di nuovo – assicurano – che il Comune conduca e renda pubblica quella ricognizione e che dica con chiarezza quali misure intende adottare per rendere davvero efficace la disciplina».

Netta anche Cecilia Del Re, capogruppo di Firenze Democratica. Dopo aver visionato la convenzione del 2017, la consigliera afferma: «Abbiamo constatato che si trattava di una convenzione che prevedeva l’uso residenziale. Non veniva fatto nessun accenno al tema affitti turistici».

Il nodo, per Del Re, è la variante urbanistica dell’aprile 2025. L’amministrazione «ha (sciaguratamente e colpevolmente) accolto 2 osservazioni che chiedevano di essere escluse dal blocco: quelle formulate da Hines per l’Ex Teatro Comunale e quelle di Namira per il complesso di via Bufalini», con la motivazione «per l’ingente investimento economico fatto». 

Un grave errore, secondo Del Re, perché «hanno legittimato l’uso turistico nell’Ex Teatro comunale e nel complesso di via Bufalini» ed è stato «ingiusto da un punto di vista sociale».

Sulla sentenza, la consigliera ricorda che «i giudici amministrativi affermano che la pianificazione urbanistica prevale sulla regolamentazione commerciale». La proposta di Firenze Democratica è chiara: «Per evitare questo contrasto è necessario che a disciplinare la materia sia solo il regolamento sugli affitti brevi. Così in quell’immobile almeno gli affitti brevi verrebbero vietati dal regolamento». 

E aggiunge: «Eliminando la variante si eliminerebbero anche tutte quelle posizioni di rendita che hanno fino ad adesso drogato il mercato immobiliare». Con effetti nefasti per la città e per i fiorentini.