di Raffaele Tarchiani (ingegnere)
Le organizzazioni a delinquere – intendendo quelle malavitose o quelle speculative immobiliari, quando non coincidono – sono interessate a far decadere le organizzazioni come Montedomini e la Misericordia per acquisire le loro proprietà immobiliari e depredarne il ruolo sociale ovverosia finanziario costituito dai lasciti testamentari.
Questo doppio fronte di dissesto è possibile in virtù di una politica che collabora a danneggiare Montedomini, con lo scandalo in atto, e Misericordia, con i fatti di Isola Capo Rizzuto. Quindi, è giusto che la sindaca Funaro sia messa in sfiducia per evidenziarne la responsabilità politica di questa aggressione a Montedomini.
Vi è un altro aspetto che permette ai delinquenti di mettere le mani su Montedomini e Misericordia: il distacco della gente, del popolo, reso indifferente e allontanato fisicamente dalla realtà cittadina e dal senso di solidarietà che Montedomini e Misericordia vogliono ispirare.
Quando la comunità si dilata troppo nello spazio e si disperde con la diaspora, i valori fiorentini di solidarietà si annacquano e restano vittima della rapacità dei villani. Ecco perché dico che la compressione sociale delle contrade senesi è l’unico ambiente in cui incubare la residua solidarietà fiorentina: serve una comunità coesa e compressa in uno spazio fisico e psicologico ben definito per imporre un senso positivo, la necessità personale della solidarietà etica pubblica.
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