Ognuno pensi al proprio sindaco

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Ai sindaci, alle giunte e ai consigli comunali spetta amministrare. Possono certamente sostenere le attività culturali che condividono, mettendo a disposizione spazi e patrocini. Ma la promozione culturale ed etica, in senso stretto, dovrebbe partire dalle associazioni del territorio: Pro Loco, Mcl, Arci, e dalle guide spirituali e di pensiero – parroci, imam, rabbini, filosofi.

Se un’Amministrazione decide di farsi promotrice diretta di un’iniziativa culturale, dovrebbe farlo con l’obiettivo di tradurla in qualcosa di concreto. Quando ciò non avviene, è giusto che siano i cittadini stessi a colmare il vuoto dell’indecisione dei sindaci, magari con una raccolta fondi da destinare allo scopo. Una moneta lasciata in un’attività commerciale di riferimento nel territorio comunale nel barattolo per il Sì o in quello per il No.

In questo modo anche chi non è d’accordo con i sindaci può trovare un utile sfogo per esprimere la propria opinione pur mantenendo l’anonimato.

E alla fine le risorse così raccolte potrebbero essere utilizzate per dare concretezza ai principi, altrimenti astratti, sostenuti dai sindaci.