Oltre i rendering: il conto ambientale, sociale e logistico del resort di Costa San Giorgio

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La manifestazione dei comitati svoltasi il 16 luglio riaccende il dibattito sul futuro dell’ex caserma e denuncia l’impatto che il resort di lusso potrebbe avere sulla viabilità, sull’ambiente e sulla qualità della vita dei residenti

 

Con la manifestazione di ieri, i comitati contrari al progetto del resort di Costa San Giorgio sono tornati a denunciare quello che definiscono «l’ennesimo sfregio» nei confronti di Firenze, riportando l’attenzione non soltanto sull’intervento edilizio, ma soprattutto sulle conseguenze che la futura struttura potrebbe avere sulla viabilità, sull’ambiente e sulla qualità della vita dei residenti.

Al centro della protesta c’è infatti la convinzione che dietro i rendering di piscine, giardini e suite di lusso si nasconda un aspetto destinato a incidere profondamente sulla città: la logistica. «Un resort non è solo un edificio. È una piattaforma logistica permanente al servizio del turismo di lusso», affermano i promotori della mobilitazione, ricordando che il funzionamento della struttura richiederà ogni giorno taxi e NCC, personale impiegato su più turni, fornitori, corrieri, manutentori, lavanderie industriali, raccolta dei rifiuti e mezzi di servizio. Il quesito, spiegano, non riguarda soltanto ciò che verrà costruito, ma ciò che il resort produrrà quotidianamente in termini di traffico.

Le stime richiamate nel comunicato parlano di un volume compreso tra 200 e 400 veicoli al giorno e di una massa veicolare stimata fra 300 e 600 tonnellate quotidiane che interesserà le strette strade storiche del Colle delle Rovinate. «La domanda allora non è solo “che edificio costruiscono?”. La domanda è: che cosa mettono in moto, ogni giorno, su questa collina?». A queste preoccupazioni si aggiungono quelle espresse dai residenti del rione, che richiamano la particolare fragilità del territorio, ricordando come la storia della zona sia segnata da una «delicata conformazione idrogeologica» e dalle numerose frane che negli anni hanno interessato le Coste, elementi che alimentano ulteriori timori sull’impatto dell’opera.

La contestazione si estende anche alla fase dei lavori, ritenuta persino più critica dell’esercizio del resort. Secondo il comitato, per anni il quartiere dovrà convivere con un intenso passaggio di camion carichi di calcestruzzo, acciaio, pietra e materiali di scavo, mentre una volta concluso il cantiere il traffico continuerà con il continuo rifornimento di una struttura alberghiera da oltre cento camere. «Il dopo sarà un continuo viavai di mezzi per rifornire un resort da oltre 100 camere, NCC, taxi e un dispendio energetico enorme», si legge nel comunicato, che richiama anche il tema dell’inquinamento atmosferico: «Pensiamo allo smog che verrà a generarsi in entrambe le fasi».

Oltre agli aspetti ambientali e logistici, il documento assume toni fortemente critici nei confronti dell’amministrazione comunale, accusata di non ascoltare il quartiere e di non confrontarsi con i cittadini sulle trasformazioni più rilevanti. «Cara Sindaca, cari assessori, è il vostro silenzio assordante che ci dà fastidio e la vostra continua non presenza nei nostri confronti quando si tratta di discutere di eventi straordinari», scrivono gli estensori del comunicato, che contestano anche le scelte urbanistiche degli ultimi anni, sostenendo che l’ex caserma avrebbe potuto essere destinata a un utilizzo diverso invece di essere ceduta per un’operazione legata all’ospitalità di lusso.

La protesta si conclude con un appello a difendere l’identità del quartiere e della città: «Ci volete rubare l’identità, ma mai riuscirete a toglierci la dignità». Un messaggio che si salda con quello lanciato dal movimento: «Noi non siamo qui perché siamo contro il turismo. Siamo qui perché siamo contro un modello che tratta Firenze come una miniera da sfruttare e ogni collina, ogni giardino, ogni edificio storico come un’occasione di profitto». E la conclusione ribadisce la visione alternativa proposta dai manifestanti: «Basta. Firenze non è una piattaforma del turismo di lusso. Firenze è una città da vivere».