Piazza de’ Rucellai, un anno di denunce e promesse mancate: i furgoni sono ancora davanti alle vetrine

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Dalle prime proteste del 1° Ottobre 2025 al sopralluogo di Maggio con l’assessore Andrea Giorgio, la storia non è cambiata. Le soste continuano, le chiamate alla Municipale spesso restano senza esito e gli interventi annunciati non si vedono. L’ennesimo caso in cui l’assessore promette soluzioni, ma i risultati restano un miraggio

 

Le immagini scattate oggi raccontano una situazione che a Firenze, evidentemente, non si riesce a risolvere neppure dopo mesi di denunce, proteste e impegni istituzionali. A Piazza de’ Rucellai i furgoni continuano a sostare davanti alle vetrine dei negozi, oscurandole alla vista di passanti e turisti. Eppure non si tratta di un problema emerso ieri: le prime denunce pubbliche dei commercianti e dei residenti risalgono al 1° Ottobre 2025. Oltre un anno di disagi, dunque, senza che la situazione abbia trovato una soluzione concreta.

Già allora le testimonianze descrivevano una piazza trasformata in una sorta di parcheggio per i mezzi destinati alle consegne, tra rumore, gas di scarico e soste disordinate. I commercianti chiedevano controlli, regole certe e fasce orarie definite per il carico e scarico. Nei mesi successivi sono arrivate nuove segnalazioni, fotografie e racconti di attività penalizzate da furgoni e camion che, talvolta per oltre mezz’ora, impediscono persino di vedere le vetrine.

A maggio siamo tornati a documentare il problema, mostrando anche il caso di un furgone fermo per oltre mezz’ora davanti a un negozio alla vigilia della Festa della Mamma. La chiamata alla Polizia Municipale non aveva prodotto un intervento tempestivo: dopo oltre un’ora, nessuno si era presentato.

Proprio in quei giorni, tuttavia, era arrivato un segnale che lasciava sperare in una svolta. Il 23 Maggio l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, accompagnato dal comandante della Polizia Municipale Magnolfi e dai tecnici della viabilità, aveva effettuato un sopralluogo in piazza. Erano state annunciate fioriere per proteggere le vetrine dalle soste abusive, una rastrelliera per le biciclette e una maggiore priorità per le chiamate relative ai mezzi parcheggiati irregolarmente.

A distanza di mesi, però, le immagini odierne mostrano che il problema è ancora lì. Gli interventi annunciati non hanno prodotto il cambiamento atteso e i commercianti continuano a fare i conti con una situazione che si trascina da troppo tempo.

È difficile non vedere, anche in questa vicenda, il solito copione dell’amministrazione fiorentina: sopralluoghi, impegni e promesse, seguiti da un’attesa che sembra non finire mai. E la responsabilità politica dell’assessore Giorgio è evidente. A Maggio si era presentato in piazza con il comandante della Municipale e i tecnici, aveva indicato possibili soluzioni e lasciato intendere che si sarebbe finalmente intervenuti. Ma a che cosa è servito tutto questo, se mesi dopo i commercianti sono ancora alle prese con lo stesso problema?

Per un assessore, fare un sopralluogo non è un risultato. Annunciare una soluzione non significa aver risolto un problema. E assumersi un impegno senza arrivare ai fatti significa lasciare i cittadini con un pugno di promesse. Giorgio non può continuare a rifugiarsi nella rassicurante ritualità degli incontri e degli annunci, come se la presenza sul posto fosse sufficiente a dimostrare di aver svolto il proprio compito. Il suo dovere è ottenere risultati, non limitarsi a prometterli.

È proprio questo il punto più grave: mentre l’assessore passa da una questione all’altra, chi lavora in Piazza de’ Rucellai continua a subire le conseguenze dell’inerzia. Giorgio sembra aver abituato i fiorentini a una gestione nella quale gli annunci arrivano prima dei risultati e le promesse rischiano di restare lettera morta. Ma non si può amministrare una città chiedendo ai cittadini di accontentarsi delle intenzioni. Dopo mesi di attesa, la distanza tra le parole di Giorgio e la realtà di Piazza de’ Rucellai è diventata una precisa responsabilità politica, non una semplice disattenzione burocratica.

È importante chiarire un punto: la nostra critica non è rivolta indiscriminatamente ai corrieri, che devono svolgere il proprio lavoro e che spesso si trovano a dover individuare un punto in cui fermarsi per effettuare le consegne. Resta il fatto che anche una sosta di pochi minuti davanti a una vetrina ne compromette la visibilità; quando poi si protrae per oltre mezz’ora, il disagio diventa ancora più evidente. E le ripetute chiamate alla Municipale, secondo quanto segnalato, non sempre ricevono un seguito efficace.

Il problema, però, non può essere scaricato sui commercianti, né può essere lasciato sulle spalle dei singoli corrieri. Piazza de’ Rucellai non può diventare un hub permanente per lo scarico delle merci, senza una gestione capace di conciliare le necessità delle consegne con il diritto degli esercenti a rendere visibili i propri negozi, quello dei residenti a vivere in un ambiente decoroso e quello di cittadini e turisti a godere di uno spazio storico di grande pregio.

È l’amministrazione comunale che deve organizzare il servizio, stabilire regole efficaci e garantirne il rispetto. E l’assessore alla Mobilità, in primo luogo, deve assumersi la responsabilità di individuare una soluzione concreta, con tempi certi e verificabili.

Dopo oltre un anno di segnalazioni e mesi trascorsi dal sopralluogo di maggio, non servono altre rassicurazioni, altri incontri o altri annunci. Servono interventi. E se le soluzioni prospettate non sono realizzabili, Giorgio ha il dovere di spiegare perché e di indicare un’alternativa concreta, anziché lasciare tutto com’è.

Assessore Giorgio, le promesse sono state fatte. E sono rimaste promesse. È arrivato il momento di dimostrare che alle parole seguono i fatti, perché la credibilità di un amministratore si misura proprio dalla capacità di risolvere i problemi che si è impegnato ad affrontare.

Le vetrine di Piazza de’ Rucellai non possono continuare a essere invisibili mentre Palazzo Vecchio rimane a guardare. E i commercianti non possono essere condannati a un’attesa senza scadenza soltanto perché l’assessore non riesce a trasformare i propri annunci in risultati.