Riflessioni a freddo sulle idee di Torselli

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È vero. In linea teorica, i comitati non dovrebbero dettare l’agenda.

Eppure riescono a mobilitare. Come ha dimostrato Ribella Firenze. Salviamo Firenze ha aperto il fronte dell’urbanistica. E un piccolo, quasi informale, comitato intercomunale e transpartitico – Open Multiutility – ha scoperto di recente il caso dei disallineamenti contabili tra Plures S.p.A. e alcuni Comuni dell’ATO Toscana Centro.

Tre battaglie diverse: alcune comprensibili a tutti, come quella per la difesa del verde altrimenti falcidiato dalla tramvia; altre molto più da addetti ai lavori ma ugualmente decisive. Tutte a loro modo efficaci.

Non potrebbero farle i partiti? Che dovrebbero fare da raccordo, che dovrebbero allargare e fare sintesi.

La forza dei comitati è nella rapidità organizzativa, che sfugge a riti e burocrazie di partito, e nell’assenza di equilibrismi, personalismi, cerchiobottismi.

E se fosse il sintomo di una crisi della rappresentanza nelle sue forme tradizionali, partitiche e anche istituzionali? Con il comitato si può ottenere qualcosa, in tempi anche abbastanza rapidi, il partito ingessa e non di rado respinge. Si sfalda nel lungo periodo se non evolve. Ma come?

Ad ogni modo, il partito di Giorgia Meloni ha avuto due anni per imporsi e per rivendicare un ruolo-guida in Consiglio a Firenze. Non ha brillato. Su partite decisive, come i rifiuti e la multiutility, ancora balbetta. E certe prese di posizione, rigorosamente su Repubblica, destano perplessità enormi.

La domanda è dove voglia arrivare Fratelli d’Italia in città. Vuole essere l’opposizione di Sua Maestà? Vuole accreditarsi come alternativa e per farlo deve anche mediare con alcuni interessi consolidati? Come a dire: oramai sulla tramvia è deciso.

Questo giornale ha più volte dato conto dell’anomalia del commissariamento e si è spinto a suggerire perfino un percorso di fuoriuscita, a partire da tre convegni (uno naturalmente su Pavolini, uno obbligatoriamente sull’omicidio Gentile).

Qualcosa si è smosso e il primo partito italiano, anche a Firenze, sta tornando alla vita normale.

In più, è cambiata la legge elettorale. Voluta proprio da FdI, premierà le persone più rappresentative. Servono voti e, soprattutto, preferenze.

E domani (Hotel Adriatico, ore 10) i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia provano a fare il punto un anno dopo le elezioni. Un segnale di ripartenza. Forse l’inizio di un percorso politico.

Post scriptum: per almeno 15 giorni, astenersi da nuove chiacchierate con Repubblica.