3 convegni (+ 1 bonus) per Fratelli d’Italia a Firenze

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Ha suscitato un non scontato interesse il nostro ritratto innamorato di Giorgia Meloni. E in diversi non sapevano che la sede di Fratelli d’Italia nella piazza dedicata al patriota Oberdan fosse a mezzo servizio e il primo partito italiano ancora commissariato a Firenze, un anno dopo le elezioni regionali, mentre nelle altre province toscane si celebrano i congressi.

Giorgia Meloni, riassumendo, è perfettamente economica al mondo di oggi e alla fase attuale del capitalismo – l’alta finanziarizzazione, come si vede anche dalla trasformazione dell’acqua in asset, il primato delle burocrazie statali e la compenetrazione con le lobbies -, la sua forza resta l’organizzazione del partito, più solido che liquido, più strutturato che digitale, quasi in contrapposizione. E, nonostante il contesto, c’è uno spazio anche per il Made in Italyche viene praticato.

Ora, tutto ciò appurato, immaginiamo un rilancio in gran stile del partito e della sede, con una sana dose di provocazione. Proponiamo tre convegni, un trittico. Come entrée un sontuoso, per citare la cucina futurista di Ciuffo, Marinetti e Fillìa, svegliastomaco: «Pavolini podestà di Firenze: artigianato, cultura e turismo. E oggi?». Una decina di giorni dopo, se non ci sono stati feriti, per entrare nel cono d’ombra delle nostre rimozioni: «L’omicidio Gentile». In quel caso va ricostruita la genesi dell’omicidio, va messo in luce perché il filosofo, a fronte di un preciso disegno di destabilizzazione della penisola (alla Conferenza di Teheran ci fu anche l’ipotesi di spartizione), fosse giudicato così pericoloso. Un omicidio, inoltre, quasi premonitore della stagione del terrorismo politico. Sopravvissuti ai primi due appuntamenti, uno più intellettualoide per far breccia nella Firenzina decaduta ma che ha ancora la puzzetta sotto il naso: «Franchi, Puccini, Manifattura Tabacchi: un’architettura fascista non fascista ma fatta per durare. La Firenze anni ’30 tra forma e funzione». Suggeriamo, naturalmente, di invitare Marcello Veneziani.

No, a questo punto, ce ne vuole un altro. È un centenario mesto, quello della Fiorentina, a tratti imbarazzante. Facciamo scintille, facciamo arrabbiare tutti, scandalo pubblico: «Il Marzocco faceva il saluto proibito? Una (possibile) altra storia della Fiorentina». Successo assicurato. Obiettivo 20%. Ovviamente, siamo a disposizione. Non temiamo le etichette e non abbiamo bisogno di patenti di antifascismo.

In copertina: copyright Fotocronache Germogli