Rifredi come Gomorra: 33enne ucciso in casa in via Giuliani. Anche i sindacati ora attaccano il degrado. Asse Vannacci-Nardella in vista? La Firenze sui giornali di sabato 28 febbraio

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L’omicidio in pieno stile mafioso, avvenuto non nella Boscoreale degli anni ’80 ma ieri, nella nostra Rifredi, in una casa in via Reginaldo Giuliani pare per questioni di droga (il movente ancora non è chiaro, precisa Il Tirreno, e sulla falsariga delle «ipotesi» si muovono all’unisono La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze) rimette prepotentemente al centro la questione del degrado, sempre più difficile da disprezzare come mera tematica “fascista” delle “destre populiste”: anche i sindacati, e non è peraltro la prima volta, hanno fatto luce, insieme al parroco, sulle condizioni di insicurezza in cui versano la zona della stazione («una terra di nessuno», «un buco nero») e il quartiere in generale. Già a maggio, ricorda il segretario dello SPI CGIL su La Repubblica Firenze, era stata effettuata da quest’ultima un’inchiesta sulla situazione del rione, confermata come tragica dagli stessi residenti che lo spaccio lo vedono testualmente dalle finestre: ne ha parlato anche il Corriere Fiorentino. Criminalità che, sotto forma di vandalismo, non ha risparmiato neppure il Taxi Solidale alle Cure, vittima di una spaccata e persino di una scritta ingiuriosa vergatagli sul parabrezza, non presente, questa, nelle foto a corredo dell’articolo de La Nazione Firenze. Sulle misure di contrasto alla criminalità straniera (i fatti di Rifredi vedono protagonisti tre italiani, tra cui la vittima, e l’inquilino dell’appartamento, romeno), a Nardella e alle sue posizioni sui CPR arrivano il plauso trasversale sia dei dirigenti toscani di Futuro Nazionale che dal sindaco milanese, ex forzista e ora piddino, Giuseppe Sala, col Sindacato Autonomo di Polizia che indirettamente se ne vale per attaccare la giunta Funaro; scettico e perplesso, invece, il deputato Torselli (FdI), mentre con AVS è scontro aperto: gli ecologisti parlano addirittura di «deriva securitaria», in quello che è, ha fatto notare La Nazione Firenze che ha riportato doviziosamente vicende e posizioni insieme al Tirreno, sostanzialmente un ritorno ai «CPT di fine anni ’90». Fermo, invece, l’ex sindaco, nel suo sostegno al cubo nero di cui rivendica la scelta, asserendo che lui, la sua succeditrice e le loro scelte in tema di urbanistica sarebbero stati «giudicati tre volte dagli elettori», come titola il Corriere Fiorentino. Peccato però che nel 2014 e nel 2019 l’astensionismo al 30% lo abbia visto vincitore, rispettivamente, con solo il 38% dei consensi effettivi. Peggio ancora è andata per Funaro, giunta al ballottaggio con appena il 27%, ripetiamo, sempre sugli aventi diritto e non sui voti validi: il -7.7% del PD tra il 2019 e il 2024 è un tonfo non facilmente trascurabile. Di Giani non parliamo nemmeno, le opposizioni lo stanno incalzando sempre più sul nuovo caso Manetti, che ora, apprendiamo da La Nazione Firenze e ancora dal Corriere Fiorentino, si accompagna alla richiesta di chiarimenti da parte del portavoce Tomasi sulla nomina di Giovanni Palumbo a direttore dell’ufficio stampa del Meyer in sostituzione della attuale assessore alla Cultura e attraverso un bando emanato dal suo stesso ufficio. Il governatore, non presente in aula, non ha potuto rispondere. A Palazzo Vecchio i sindacati fanno eco alla domanda e alla contestazione del consigliere Mossuto (Lega) verso l’assessore Giorgio qualche giorno fa e confermano che nel traffico i cittadini perdono ben oltre «12 secondi»: precisamente, 1 ora e 16 minuti in più rispetto al 2024 (La Repubblica Firenze). A proposito del traffico, leggiamo sul Corriere Fiorentino che il Ponte Da Verrazzano andrà rinforzato prima di iniziare i lavori per la tranvia, determinando quasi sicuramente ulteriori ritardi nella realizzazione dell’opera; altri sindacati sono invece scesi in piazza ieri al fianco dei lavoratori dei musei, che chiedono un tavolo di crisi sia per gli esodati (agli sgoccioli con la NASPI) che per chi è rimasto (le cui condizioni di lavoro sono sempre più precarie e malsane). Brevi ma esaustivi i due trafiletti in merito delle sezioni nostrane di Nazione e Tirreno. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli