Sanità toscana: Alvaro Ringressi (Q5) lancia l’allarme su deficit, liste d’attesa e rischio trasfusionale

foto alessandro

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Il consigliere di Quartiere 5 di Firenze e esponente di Proposte Politiche d’Ispirazione Cattolica chiede di collocare a Careggi l’Officina Trasfusionale e il Laboratorio Immunoematologico Regionale. «Le risorse della sanità sono risorse per la vita. E la vita è sacra».

 

Alvaro Ringressi, consigliere del Quartiere 5 di Firenze per Proposte Politiche d’Ispirazione Cattolica, ha deciso di tornare a parlare di sanità toscana con un linguaggio netto e fuori dagli schemi. Non parte dai soliti numeri di bilancio, ma da un principio che considera non negoziabile: le risorse della sanità sono risorse per la vita.

In un comunicato, Ringressi parte dai dati più recenti. Nel 2025 le aziende sanitarie toscane hanno chiuso con un deficit di 339 milioni di euro, contro i 196 del 2024. Per il 2026 le proiezioni parlano già di circa 400 milioni. Un buco che raddoppia ogni due anni, nonostante i toscani paghino da tempo un’addizionale Irpef destinata proprio a coprire il disavanzo. «Come acqua in una pentola sempre più sfondata», scrive.

Mentre Lombardia, Marche, Campania e Calabria chiudono in attivo, la Toscana continua a galoppare verso il rosso. Per Ringressi è la dimostrazione che il pareggio di bilancio non è una questione di latitudine o di colore politico, ma di buona gestione. I soldi non mancano: vengono spesi male. Allo storico buco dell’USL di Massa si sono aggiunte altre spese che, confrontate con le regioni virtuose, non possono che essere chiamate sprechi.

L’inefficienza, però, non si ferma ai conti. Si traduce in inefficacia. Secondo un’indagine di Facile.it e mUp Research, nel 2025 in Toscana 560.000 pazienti hanno rinunciato a curarsi per motivi economici o per tempi di attesa eccessivi. Più di due su tre hanno dovuto fare i conti, almeno una volta, con le «liste d’attesa chiuse». «C’è chi paga tutto, chi paga in parte, chi non paga e chi, non potendo pagare, non si cura. E se non si cura non guarisce… o muore», sottolinea Ringressi.

Il rischio concreto sulle strutture trasfusionali

Il cuore dell’iniziativa riguarda un punto che, secondo il consigliere, può trasformare la cattiva organizzazione in pericolo diretto per la vita dei pazienti: la collocazione dell’Officina Trasfusionale dell’Area Vasta Centro e del Laboratorio Immunoematologico Regionale.

La Regione Toscana ha previsto di mettere l’Officina a Torre Galli (Firenze) e il Laboratorio a Cisanello (Pisa). I pazienti con incompatibilità trasfusionale complessa – quelli che richiedono manovre diagnostiche e terapeutiche più lunghe e delicate – si concentrano invece prevalentemente nel polo di Careggi e Meyer. Con la soluzione scelta, i tempi di risposta si allungano da una a due ore. In urgenza, il rischio aumenta sensibilmente: il sangue può non arrivare in tempo. Ringressi ricorda che, secondo quanto rappresentato, esistono spazi disponibili proprio presso le aziende del polo di Careggi. Collocare lì entrambe le strutture consentirebbe di ridurre al minimo i tempi di risposta e di ottimizzare anche i costi. «Una decisione di questa portata deve essere guidata innanzitutto da criteri di sicurezza clinica, appropriatezza organizzativa e tutela dei pazienti, oltre che da un corretto utilizzo delle risorse pubbliche».

L’appello ai cittadini e ai politici

Per questo il consigliere invita forze politiche, associazioni e singoli cittadini a inviare ai politici della Regione Toscana e del Comune di Firenze la lettera che ha predisposto. Nella lettera si chiede esplicitamente di valutare la collocazione di entrambe le strutture presso una delle aziende del polo di Careggi, così da garantire la riduzione al minimo dei tempi di risposta nelle emergenze.

Richiesta urgente di revisione della collocazione delle strutture trasfusionali regionali

Egregio/a …………………,

in accordo con il Consigliere di Quartiere di Proposte Politiche d’Ispirazione Cattolica (PPIC) Alvaro Ringressi, sottoponiamo alla Sua attenzione una questione che riteniamo di particolare rilevanza per la sicurezza dei pazienti: la collocazione dell’Officina Trasfusionale dell’Area Vasta Centro e del Laboratorio Immunoematologico Regionale.

Le recenti vicende legate all’incidente di Calenzano hanno nuovamente evidenziato quanto sia importante valutare con la massima attenzione la collocazione territoriale di strutture che possono comportare rischi o che devono garantire una risposta tempestiva alle emergenze.

Questo principio assume un’importanza ancora maggiore in ambito sanitario. Nelle situazioni di emergenza trasfusionale, la tempestività può essere determinante per la vita del paziente, soprattutto nei casi di incompatibilità ematica che richiedono accertamenti e disponibilità di sangue in tempi rapidi.

La Regione Toscana ha previsto di collocare l’Officina Trasfusionale dell’Area Vasta Centro presso il presidio di Torre Galli, a Firenze, e il Laboratorio Immunoematologico Regionale presso il presidio di Cisanello, a Pisa.

Riteniamo che questa scelta debba essere attentamente rivalutata, considerata la distanza rispetto al polo ospedaliero costituito da Careggi e Meyer, dove si concentra una parte rilevante dei pazienti che possono necessitare di questi servizi. A ciò si aggiunge, secondo quanto ci è stato rappresentato, la disponibilità di spazi presso le aziende del polo di Careggi.

Chiediamo pertanto che, nell’ambito delle Sue prerogative istituzionali, venga valutata la possibilità di collocare entrambe le strutture presso una delle aziende del polo di Careggi, così da garantire una maggiore integrazione con le strutture ospedaliere e ridurre i tempi di risposta nelle situazioni di emergenza.

Riteniamo che una decisione di tale rilevanza debba essere guidata innanzitutto da criteri di sicurezza clinica, appropriatezza organizzativa e tutela dei pazienti, oltre che da un corretto utilizzo delle risorse pubbliche.

Confidando nella Sua attenzione e nel Suo impegno istituzionale, restiamo in attesa di un Suo riscontro.

Distinti saluti.

………………… lì ……………

In fede

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