Nel dicembre 2025 Fratelli d’Italia aveva proposto una campagna comunale contro la violenza sulle donne, comprendente corsi gratuiti di autodifesa. La mozione fu bocciata, mentre oggi il Quartiere 5 promuove iniziative analoghe
La sicurezza delle donne: la maggioranza boccia la mozione di FdI, poi finanzia i corsi che quella mozione proponeva. L’ideologia viene prima del buonsenso?
Nel dicembre 2025 Giovanni Gandolfo, Angela Sirello, Alessandro Draghi e Matteo Chelli, consiglieri di Fratelli d’Italia, hanno presentato una mozione per promuovere una campagna comunale contro la violenza sulle donne: kit di autodifesa, iniziative nei locali, un marchio «Locale Sicuro», corsi gratuiti e coinvolgimento di scuole e università. Una proposta articolata, certo, sulla quale si poteva discutere e intervenire.
La Commissione 8, presieduta da Alessandra Innocenti (PD), ha espresso parere contrario alla mozione, poi bocciata. Eppure si poteva emendare il testo, stralciare le misure non condivise e salvare almeno quelle ritenute valide, come i corsi di autodifesa.
E oggi cosa scopriamo? Che il Quartiere 5 finanzia e promuove un corso gratuito di antiaggressione femminile, aperto anche alle ragazze dai 12 anni in su e ospitato nella palestra di una scuola fiorentina. Non un’iniziativa estemporanea: corsi di questo tipo erano già stati organizzati in passato.
È difficile non vedere in questa vicenda il peso di un pregiudizio politico: quando una proposta arriva da Fratelli d’Italia, sembra diventare indigesta anche nelle sue parti più ragionevoli. Quando iniziative analoghe vengono promosse dalla stessa amministrazione, invece, diventano meritevoli di sostegno.
Per questa maggioranza, a quanto pare, anche la prevenzione della violenza sulle donne diventa una questione a fasi alterne: si boccia una proposta se arriva dall’opposizione, salvo poi finanziare iniziative analoghe. E sulla trasparenza dei criteri con cui vengono scelti i soggetti che organizzano i corsi sarebbe opportuno fare altrettanta chiarezza: quando le risorse pubbliche vengono affidate ripetutamente alla stessa realtà, i cittadini hanno diritto di sapere quali procedure e criteri guidino queste scelte.
Presidente Innocenti, la prevenzione è una priorità sempre o soltanto quando non porta il marchio dell’opposizione? Perché respingere in blocco una proposta, senza salvare nemmeno le parti potenzialmente condivisibili, non è esercitare il confronto democratico: è lasciare che l’appartenenza politica prevalga sul merito.
E quando si parla di sicurezza delle donne e di denaro pubblico, né l’una né l’altro dovrebbero essere materia di convenienza politica.

