Sicurezza sulla tramvia dopo l’ennesima aggressione di Via Valfonda, la Lega: “il protocollo sulla sicurezza è rimasto sulla carta”

foto di ale

Condividi sui social

Dopo l’ultima aggressione in tramvia al conducente alla fermata Valfonda, la consigliera della Lega Barbara Nannucci chiede conto di un protocollo annunciato da mesi ma ancora privo di risultati visibili

 

L’aggressione di pochi giorni fa alla fermata Valfonda della tramvia riporta con forza sotto i riflettori il tema della sicurezza del trasporto pubblico fiorentino. A intervenire è Barbara Nannucci, consigliera della Lega nel Quartiere 3, che chiede conto dell’attuazione del Protocollo d’intesa sulla sicurezza sottoscritto il 2 dicembre tra i soggetti istituzionali coinvolti. L’episodio, verificatosi intorno alle 20 quando un uomo, presumibilmente in stato di alterazione, avrebbe aggredito il conducente del mezzo dopo aver dato in escandescenze, viene indicato dall’esponente leghista come l’ennesimo segnale di un problema che non può più essere affrontato soltanto sul piano delle dichiarazioni.

Nannucci ricorda di aver presentato un’interrogazione lo scorso 28 maggio, ricevendo dall’Amministrazione l’assicurazione che nel mese di giugno sarebbe stato convocato un tavolo con tutti i firmatari del protocollo per definire le misure da adottare. Da qui una serie di richieste puntuali: verificare se l’incontro sia stato realmente convocato, conoscere chi vi abbia preso parte, quali decisioni siano state assunte e quali interventi concreti siano destinati a rafforzare la sicurezza di autisti e passeggeri.

«Non è più il tempo degli annunci. I lavoratori del trasporto pubblico, i cittadini che ogni giorno utilizzano tram e autobus, le organizzazioni sindacali e l’intera comunità chiedono risposte immediate e azioni concrete. La sicurezza di chi lavora e di chi viaggia deve rappresentare una priorità assoluta. Per questo sollecitiamo l’Amministrazione comunale fiorentina a dare piena attuazione agli impegni assunti, affinché episodi come quello di Valfonda non continuino a ripetersi», afferma Nannucci, rilanciando la richiesta di trasformare gli impegni istituzionali in misure operative capaci di prevenire nuove aggressioni e restituire un poco di fiducia a chi ogni giorno utilizza il trasporto pubblico cittadino.