Codice rosso per caldo e le soluzioni di Palazzo Vecchio per lavoratori e utenti sono i “finti” condizionatori.
Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dai sindacati per lavoratori e utenti dei percorsi museali di Palazzo Vecchio gli uffici competenti del Comune di Firenze assicurano: «Da fine maggio una determina a firma del soprintendente ai musei civici Carlo Francini con indicazioni operative per la protezione dei lavoratori e degli utenti relative al 2026. Si tratta di misure per attenuare le criticità dovute alle eccessive temperature. Concretamente in caso di allerta rossa per il caldo vengono attivati provvedimenti di natura tecnica e organizzativa che arrivano anche alla chiusura di alcuni percorsi museali.
Le misure tecniche consistono nel posizionamento di apparecchi raffrescatori per le postazioni più esposte al caldo a Palazzo Vecchio. Ovviamente non si tratta di apparecchi per la climatizzazione ma offrono un beneficio agli operatori nelle vicinanze, sono più efficaci dei ventilatori e secondo gli uffici tecnici sono la soluzione più adatta alla situazione contingente. I tecnici sono al lavoro per migliorarne le prestazioni, per esempio favorendo l’espulsione dell’aria calda».
Peccato che, come evidenzia il capogruppo nel salone dei duecento di Sinistra Progetto Comune Dmijtri Palagi, «mettere nel salone dei cinquecento un impianto che dovrebbe climatizzare, ma che butta nella stanza stanza aria calda e aria fredda, perché lo scarico non è collegato a niente è un capolavoro, davvero. Soluzioni analoghe – prosegue Palagi – sono state adottate anche in altre sale monumentali di Palazzo Vecchio, dopo che un voto unanime del consiglio comunale aveva approvato un ordine del giorno che avevamo condiviso con Francesco Grazzini di Italia Viva – anche loro avevano ricevuto segnalazioni sulle condizioni inaccettabili in cui lavora il personale del comune di Muse e di Rear.
Come dire – conclude – noi gli impianti gli abbiamo messi».
