La tragedia avvenuta sul cantiere della stazione Foster riporta d’attualità il tema della sicurezza nei grandi cantieri pubblici, accendendo i riflettori anche su quello dello stadio comunale Artemio Franchi.
Alcune immagini circolate nei giorni scorsi, che mostrano operai al lavoro sulle coperture, sollevano alcuni interrogativi urgenti rispetto al rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (a partire da quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008, citato da La Firenze che Vorrei circa i protocolli contro la biocontaminazione esistenti 10 anni prima della pandemia).
I nodi da sciogliere riguardano sostanzialmente tre aspetti fondamentali.
Lavori in quota e protezione anticaduta. Quando si interviene su tetti e coperture, le regole parlano chiaro: la priorità va data alle protezioni collettive (come parapetti, ponteggi o reti) e, solo dove queste non bastano, si ricorre ai dispositivi individuali, ovvero imbracature, linee vita e sistemi di ancoraggio. È indispensabile capire se tutto questo fosse stato previsto nero su bianco nel piano di sicurezza del cantiere e concretamente applicato nei piani operativi delle ditte.
Il ruolo del coordinatore e i controlli. In un cantiere complesso e con più imprese all’opera, la figura del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione è centrale. Spetta a lui verificare che i piani vengano rispettati, che le procedure siano coerenti e che non si creino situazioni di pericolo a causa della sovrapposizione delle lavorazioni. Quali verifiche sono state fatte in questo senso?
L’idoneità delle imprese. La legge impone a chi appalta i lavori – e a cascata alle imprese affidatarie – di verificare con la massima attenzione l’effettiva idoneità tecnico-professionale di chi sale sui ponteggi o manovra nei cantieri. Questo significa controllare non solo i requisiti formali, ma anche la reale formazione degli operai, specialmente per mansioni delicate e ad alto rischio come i lavori in quota o l’uso di attrezzature e protezioni specifiche.
Alla luce di ciò, è opportuno che venga fatta chiarezza con dati e documentazione tecnica: quali misure di protezione sono state effettivamente adottate sul tetto dello stadio? Quali controlli ha svolto il coordinatore? E come sono state selezionate e verificate le imprese impegnate in queste lavorazioni? Restiamo a disposizione per ospitare ogni chiarimento.

