Tra viale dei Mille e via Pacinotti prevale il no alla 3.2.2. Un dato raccolto da Lady Radio riporta al centro il tema della consultazione dei cittadini
A Palazzo Vecchio la tramvia sembra piacere sempre. Poi si esce dal Palazzo, si percorrono le strade e si comincia a parlare con chi quei cantieri li dovrà vivere sulla propria pelle. Ed ecco arrivare un dato che almeno merita di essere ascoltato: tra i 101 commercianti intervistati da Lady Radio in viale dei Mille e via Pacinotti, il 71% si è dichiarato contrario alla nuova linea, il 27% favorevole e il 2% indeciso.
Attenzione: non è un sondaggio scientifico e non rappresenta tutta Firenze. Sono interviste a commercianti. Ma proprio per questo forse vale la pena ascoltarle invece di archiviarle con il solito “abbiamo vinto le elezioni, quindi abbiamo già deciso tutto”. Perché nel frattempo è successo qualcosa di molto poco televisivo: la gente ha visto cosa significa un grande cantiere tramviario.
Anni di lavori. Strade cambiate. Parcheggi sacrificati. Traffico modificato. Alberi abbattuti. Attività commerciali alle prese con disagi e incassi da difendere. Insomma, il rendering è una cosa. Il cantiere sotto casa è un’altra. E basta guardare cosa sta succedendo con la 3.2.1 per capire perché qualcuno possa aver cambiato idea rispetto a quando il progetto era ancora una bella linea colorata su una cartina.
A chi dice che “i cittadini hanno già scelto”, dunque, si potrebbe ricordare un dettaglio: i cittadini non sono figurine da votazione elettorale da conservare per cinque anni in una teca. Le opinioni possono cambiare quando cambiano le condizioni. Soprattutto quando dalle slide si passa alla polvere, alle transenne e ai cantieri.
Il consigliere Massimo Sabatini ha posto il tema di una consultazione popolare. Ma il punto, prima ancora della politica, è un altro: quanto siamo davvero disposti ad ascoltare le persone quando quello che ci dicono non coincide con quello che vorremmo sentirci dire?
Perché una cosa è governare una città. Un’altra è pensare che, una volta messo il voto nell’urna, il cittadino abbia perso per cinque anni anche il diritto di cambiare idea. Nel link, la trasmissione di Lady Radio e le voci raccolte tra commercianti e cittadini.


