Ponte alle Grazie, Ponte San Niccolò e Ponte a Varlungo: tre ponti, tre notti consecutive e tre interventi per installare sensori e dispositivi di monitoraggio. Una coincidenza temporale che merita una spiegazione da parte dell’Amministrazione
Che i ponti di Firenze siano diventati ormai i “ponti dei sospiri” è cosa nota: dal ponte-cantiere Nencioni, aperto ma con un sacco di punti interrogativi sulla regolarità, sui permessi e così via, al ponte ferroviario al Pino, la cui chiusura, programmata da due anni dalle Ferrovie, ha mandato in confusione una città nella quale la programmazione degli interventi sulle strade, invece, non brilla certo per efficienza. E, a proposito di ponti ferroviari, che ne sarà del cavalcavia di piazza Alberti, che notoriamente ha bisogno di interventi, ma che nel frattempo viene sovraccaricato da un’inversione dei sensi di marcia nella zona, con il rischio di provocare il caos anche per la necessità di coordinare i relativi impianti semaforici? Poi c’è il ponte Vespucci, con i “lavori in corso” da almeno sette anni, e l’affaraccio del ponte da Verrazzano, dove, solo dopo la posa dei binari della tramvia nelle vicinanze, si scopre che sono necessari interventi sulla staticità della struttura. Ce ne sarebbe già abbastanza, ma la saga non è finita…
“Non vogliamo creare allarmismi, ma neppure limitarci a leggere questi provvedimenti come semplici modifiche alla viabilità. Se il Comune decide di installare sistemi di monitoraggio su tre importanti ponti cittadini nell’arco di appena tre giorni, è legittimo chiedere cosa si intenda monitorare e perché proprio adesso”. A sollevare la questione è Lorenzo Masi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, dopo la pubblicazione dei tre provvedimenti dirigenziali del 12 agosto.
La sequenza è significativa: Ponte alle Grazie sarà chiuso il 1° settembre dalle 2 alle 5 per l’installazione di sensori; il 2 settembre, nello stesso orario, toccherà a Ponte San Niccolò, dove saranno interessate anche le rampe e la pista ciclabile; il 3 settembre sarà infine la volta di Ponte a Varlungo, sempre dalle 2 alle 5 e sempre per l’installazione di dispositivi di monitoraggio.
“Tre interventi consecutivi fanno pensare all’esistenza di una programmazione più ampia. Se è così, chiediamo che venga resa pubblica. Qual è lo stato di salute dei ponti di Firenze?” continua Masi, “Quali strutture vengono monitorate? Quali dati saranno raccolti dai nuovi sensori?
E soprattutto: le installazioni sono attività programmate di prevenzione oppure sono state disposte in seguito a elementi emersi durante precedenti controlli? Sono domande ancora più importanti alla luce dell’attenzione che negli ultimi mesi si è concentrata su altre infrastrutture cittadine, a partire dal Ponte da Verrazzano. Non sosteniamo che vi sia un collegamento: chiediamo precisamente al Comune di dirci se esista oppure no.
Secondo Masi, “installare strumenti di monitoraggio è una scelta positiva, perché significa aumentare la capacità di controllo delle infrastrutture. Ma proprio per questo non comprendiamo perché i cittadini e il Consiglio comunale debbano apprendere questi interventi soltanto attraverso singoli provvedimenti di traffico. Chiederemo quindi all’Amministrazione di fornire il quadro completo del programma di controllo e monitoraggio dei ponti fiorentini, indicando quali siano già sottoposti a monitoraggio continuo, quali lo saranno nei prossimi mesi e se dalle verifiche effettuate siano emerse situazioni che richiedano particolare attenzione. La domanda è semplice: come stanno i ponti di Firenze? Crediamo che la città abbia diritto a una risposta altrettanto semplice e trasparente.”

