Palagi e Lupo (SPC): «Il cronoprogramma prevedeva il progetto esecutivo entro il 2026, ma ancora non ci sono certezze sulla fattibilità».
Va avanti a colpi di determine ma senza dibattito pubblico il progetto di “rifunzionalizzazione” della galleria sotto l’Arno all’altezza della pescaia di San Niccolò. Eppure, le risorse ci sono e pesano: 7,5 milioni di euro dal Fondo per lo sviluppo e la coesione. A denunciarlo sono Dmitrij Palagi e Francesca Lupo, consiglieri di Sinistra Progetto Comune.
In questi giorni di agosto è stata pubblicata una nuova determina per l’affidamento di tre servizi, tra cui quello funzionale alla realizzazione di «un campo prove» in sponda destra, a cui si aggiungono nuovi invii di sommozzatori per «dare certezze di possibilità di intervento di riparazione falle dall’interno del tunnel».
Il campo prove si lega a un decreto della Regione Toscana, che ha concesso al Comune una porzione di area demaniale del fiume, su Lungarno della Zecca Vecchia, per un periodo di tre anni.
«Il tutto sta avvenendo senza coinvolgimento del rione, del Quartiere 1 e delle Commissioni di competenza di Palazzo Vecchio, nonostante le promesse della maggioranza», attaccano Palagi e Lupo.
I numeri e il cronoprogramma a rischio. Ad oggi risultano impegnati 656.131,42 euro, ma il cronoprogramma resta strettissimo: progetto esecutivo entro fine 2026, gara nel 2027, lavori tra il 2028 e il 2030, collaudo nel 2031.
«Appare difficile da rispettare, se è rimasto quello per cui entro fine 2026 deve arrivare il progetto esecutivo», osservano gli esponenti di Sinistra Progetto Comune, che annunciano: «Chiederemo le relazioni che il Comune deve inviare alla Regione, entro ogni 10 luglio e 10 gennaio, visto che il sistema politico tace, mentre gli uffici inevitabilmente continuano a seguire le indicazioni di chi governa il territorio».
Resta il nodo sul perché dell’opera. Nel luglio 2024 il Comune scriveva che la riqualificazione «permetterà l’apertura di un nuovo collegamento fisico tra le sponde, funzionale a dare un accesso diretto alla riva sinistra del fiume integrato con il punto di fermata e stazionamento dei bus turistici già presente in adiacenza della Torre della Zecca», e che Regione e Comune condividevano l’obiettivo di rendere il complesso «visitabile come percorso turistico». Poi sono arrivati il Museo dell’Acqua e il corridoio vasariano subacqueo.
«Il documento amministrativo resta quello, in attesa che prima o poi si riesca a confrontarsi su quali sono i bisogni quotidiani di chi vive il territorio», sottolineano Palagi e Lupo. «Anche su questo tema ci sono interrogazioni rimaste senza risposta, con domande che rilanceremo alla ripresa delle attività istituzionali».
E non è l’unico dossier caldo sull’Arno. «Ricordiamo che sempre lungo l’Arno sono previste, anche in San Niccolò, concessioni con finalità commerciali, da parte della Regione Toscana, senza nessun coinvolgimento di Palazzo Vecchio e delle circoscrizioni. La promessa di un regolamento condiviso tra enti pubblici sul principale corso d’acqua cittadino, tra le linee programmatiche della Sindaca, resta priva di qualsiasi concretezza», concludono.

