Tentata rapina alla gioielleria Berlincioni di via del Pollaiolo, il malvivente messo in fuga scappa in scooter a mani vuote. La polizia indaga.
Attimi di paura e tensione nel pomeriggio di oggi in via del Pollaiolo, a Legnaia, vicino a piazzale della Federiga, dove una tentata rapina alla gioielleria orologeria Berlincioni è stata sventata grazie alla reazione della commerciante e all’intervento dei negozianti vicini. Il malvivente, entrato nel locale armato di un grosso coltello, è stato costretto a scappare senza bottino, dileguandosi a bordo di uno scooter bianco.
È successo intorno alle 16,30. In quel momento Simonetta, moglie del titolare Lorenzo, si trovava sola nel negozio. Il criminale ha colto l’opportunità della sua breve assenza per tentare la rapina.
“Ha suonato il campanello, ho aperto, poi si è infilato un guanto e ha tirato fuori il coltello – racconta ancora scossa –. Ho capito le sue intenzioni, ero molto impaurita e ho iniziato a gridare aiuto”.
Le urla hanno richiamato i commercianti della strada. Il primo a intervenire è stato il meccanico dell’attività accanto: “Ero davanti all’officina, ho sentito gridare e sono corso da lei. Appena entrato mi ha puntato il coltello contro e mi ha minacciato, poi è fuggito”.
Pochi secondi dopo è arrivato anche il titolare del vicino kebab, che racconta di aver già notato poco prima l’uomo davanti al suo locale. “Sembrava indeciso se entrare, aveva un aspetto sospetto. Gli ho chiesto cosa volesse e se n’è andato. Poco dopo ho sentito le urla dalla gioielleria”.
Il rapinatore viene descritto come un uomo sui 50 anni, molto magro e dal volto scavato. Sul posto è intervenuta la Polizia, che sta acquisendo i filmati delle telecamere per cercare di identificarlo.
Per la gioielleria Berlincioni non si tratta del primo episodio: il negozio era già stato preso di mira nel 1988 e nel 2000. Quella di oggi è inoltre la terza rapina avvenuta da febbraio nel raggio di poche centinaia di metri tra via del Pollaiolo e via Furini, per le quali tuttavia la polizia ha identificato e arrestato l’autore.
Carlo Casini

