Firenze in piazza contro criminalità, violenza e degrado: “Firenze non può essere trattata in questo modo!”

piazza santa maria novella manifestazione

Condividi sui social

“Manifesta incompetenza dell’amministrazione”: oggi un fiume di cittadini a Piazza Santa Maria Novella

 

In tantissimi sono scesi in piazza, dopo il temporale, per dire basta a criminalità, spaccio, risse e degrado urbano dilagante, e hanno trovato il sole ad accoglierli. Una piazza senza simboli di partito, ma promossa da realtà civiche come Aria Nuova Per Firenze, Abusivismo e Degrado, Comitato Vitabilità, Ribella Firenze, OSA Organizzazione Sindacale Polizia, Il Mondo Che Vorrei, Firenze Pickpocket, Senso Civico, Comitato Cittadini Attivi San Jacopino, Comitato Zona ex Teatro Comunale.

Una manifestazione nata dall’esasperazione di residenti e commercianti di diversi quartieri che denunciano ormai da anni un cronico peggioramento della vivibilità quotidiana, con episodi di violenza, bivacchi molesti, spaccio e insicurezza, con l’obbiettivo di portare un messaggio chiaro all’amministrazione comunale: sulla sicurezza i fiorentini non vogliono scaricabarili, nè alibi.

«Non siamo qui per puntare il dito contro qualcuno, ma per chiedere una sola parola: sicurezza», ha esordito Leonardo Ciaramelli (Il Mondo Che Vorrei). «È un diritto poter tornare a casa tranquilli, non trovare il vetro della macchina rotto o il negozio svaligiato. La politica non può più rimbalzarsi le responsabilità. Ci siamo rotti i coglioni». Un messaggio diretto, accolto dagli applausi dei presenti, che hanno riservato un caloroso sostegno alle forze dell’ordine presenti. Il tono è stato netto e trasversale. Tiziano Moretti del sindacato di polizia OSA ha invitato le associazioni a unirsi per far sentire una voce più forte. Ha ricordato le massicce operazioni di controllo durante la pandemia e si è chiesto perché quelle stesse energie non vengano oggi impiegate contro la criminalità.

Alessandro Biggio (Senso Civico) ha parlato di «manifesta incompetenza» dell’amministrazione comunale e chiesto un passo indietro per chi non è in grado di gestire la sicurezza, sottolineando la necessità di riscoprire il senso civico.

Dai quartieri è arrivata la testimonianza più cruda di Simone Gianfaldoni (Comitato Cittadini Attivi San Jacopino) e di Francesca Caroti (Abusivismo e Degrado Firenze), che si è rivolta soprattutto alle donne: «Lavoro con i turni, esco alle 11 di sera e ho paura a prendere tramvia o autobus. Questa doveva essere la città delle donne?».Francesca Marrazza (Ribella Firenze) ha invitato i cittadini a partecipare attivamente agli incontri pubblici dell’amministrazione a Palazzo Vecchio.

L’intervento più acclamato della serata è stato quello di Alberto Martini (Aria Nuova per Firenze) che ha allargato lo sguardo dal contesto fiorentino a quello nazionale. «Quattro anni fa, in nome della sicurezza, sono stati sospesi diritti fondamentali con misure pesantissime, senza che nessuno gridasse al fascismo. Oggi ci troviamo di fronte a un’emergenza di sicurezza concreta e visibile, quella della criminalità dilagante, ma gli stessi strumenti non vengono utilizzati. Perché?», ha chiesto retoricamente, ricevendo applausi convinti. Martini ha ricordato le immagini degli agenti che allontanavano con la forza una signora senza mascherina in Piazza della Repubblica, contrapposte all’assenza di interventi analoghi contro spacciatori e criminali. Ha poi invitato la politica nazionale – a partire dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Presidente della Repubblica – a dichiarare lo stato di emergenza nazionale e ad applicare con la stessa determinazione di allora provvedimenti forti contro chi vive illegalmente nel Paese, proponendo l’espulsione immediata per chi non possiede il “green pass della legalità”.

La manifestazione si è conclusa con un appello all’unità e alla continuità da parte di Leonardo Ciaramelli e Firenze Pickpocket, che ha invitato i cittadini a essere più presenti e vigili: «Il senso civico è il nostro muro di salvezza».Un messaggio semplice ma chiaro, nato dall’esasperazione di chi vive ogni giorno i disagi di una città che non vuole arrendersi al degrado. I fiorentini hanno fatto sentire la loro voce: ora tocca alle istituzioni rispondere con i fatti.