Il Comitato si rivolge direttamente a prefetto, questore e sindaca Funaro: «Volete prendere atto e ascoltare i cittadini?»
Bottiglie, vestiti abbandonati, resti riconducibili al consumo di stupefacenti e siringhe usate. È questo il quadro che il Comitato Cittadini Attivi San Jacopino torna a denunciare lungo la pista ciclabile di viale Redi e sulle sponde del Mugnone, nella zona della fermata della tramvia T2 Ponte all’Asse. Una segnalazione accompagnata da fotografie e da un appello rivolto direttamente a prefetto, questore e sindaca Sara Funaro.
Secondo il Comitato, la situazione è ormai arrivata a un punto di esasperazione. Nella nuova denuncia il comitato lamenta il consumo di droga a cielo aperto, spaccio, bivacchi, musica ad alto volume e litigi, con residenti che logorati da una situazione sempre più difficile da sopportare.
Non si tratta, peraltro, della prima denuncia sul tratto di viale Redi. Già da anni il Comitato segnala la presenza di siringhe usate e resti di bivacchi lungo la ciclabile che corre accanto al Mugnone, parlando di una presenza consolidata di spaccio e consumo di stupefacenti. Più volte il Comitato ha denunciato il ritrovamento di siringhe e materiali utilizzati per il consumo di crack, indicando proprio l’area del Mugnone e la zona della fermata Ponte all’Asse come uno dei punti maggiormente problematici.
La nuova segnalazione allarga però il problema anche alla sponda opposta del Mugnone, lato via Gordigiani, dove il Comitato descrive un viottolo coperto dalla vegetazione e caratterizzato, secondo la denuncia, da rifiuti, escrementi e tracce riconducibili al consumo di stupefacenti. Nelle fotografie pubblicate dal Comitato viene inoltre indicata una persona che, secondo la segnalazione, sarebbe intenta a consumare una sostanza.
Il punto politico della denuncia è però un altro: quanto tempo ancora dovrà passare prima che questa zona venga considerata una priorità? Perché il problema non riguarda soltanto il decoro. Una ciclabile che corre lungo un corso d’acqua, accanto a una strada trafficata e a una fermata della tramvia, dovrebbe essere uno spazio attraversato quotidianamente da residenti, ciclisti e pedoni. Se invece alcune sue parti diventanoteatro di bivacchi e frequentate — secondo le denunce ripetute dei residenti — da persone dedite allo spaccio o al consumo di droga, la questione diventa inevitabilmente anche una questione di sicurezza urbana e di vivibilità.
Il Comitato Cittadini Attivi San Jacopino, dunque, torna a porre la stessa domanda già formulata più volte: perché, nonostante le segnalazioni ripetute, quella fascia lungo il Mugnone continua a essere percepita dai residenti come una zona senza sufficiente controllo? «Qui dovete ridare sicurezza, non ci sono solo centro storico o Cascine», è il messaggio rivolto dal Comitato a prefetto, questore e sindaca.
Una frase che riassume bene il problema. Perché mentre l’attenzione pubblica e istituzionale si concentra inevitabilmente sulle aree più conosciute e frequentate della città, il degrado tende a spostarsi dove trova meno visibilità, meno controllo e più possibilità di nascondersi. E a San Jacopino, secondo i cittadini che continuano a denunciare la situazione, quelle condizioni sembrano essere ancora presenti.

