di Raffaele Tarchiani
Caro Direttore,
Tu hai scritto parole vere e giuste: Mossuto ti scrive che il tuo articolo “alimenta la polemica”. Ha peccato di superbia e rabbia, due volte.
Tu scrivi che lui ha fame di visibilità. Permettimi di dirti che la parola giusta non è fame, è necessità: la fame è ingordigia, la necessità è bisogno di trovare qualcosa che ti è stato tolto.
Le opposizioni tolleranti ed educate possono soffrire di nervi quando le maggioranze colpevoli non vengono corrette dal segretario comunale o dal prefetto, ma assecondate; se non rifiutano le umiliazioni subite e non le denunciano formalmente, e civilmente, il debole ne soffre, fuori e dentro il consiglio comunale. Ognuno sia libero di scegliere il soggetto dell’ultima frase.
Ne è un esempio il “degenero” avvenuto tempo fa al consiglio comunale di Impruneta: Zoppini è stato eletto in consiglio regionale.
Perché Mossuto non dovrebbe cercare lo scontro? Lo dovrebbe fare meglio, imparando da Zoppini. Zoppini è stato forte, Mossuto insomma. Zoppini è in Consiglio regionale toscano, Mossuto è in Consiglio comunale di Firenze.
Mossuto, oltre che un leghista, è anche un essere umano e in quel momento era solo. Tutti i consiglieri e assessori avevano il diritto di isolarne le opinioni ma il dovere di ascoltarlo.
Il Segretario comunale non è stato nominato per sette mesi, ma, mi pare, continui a latitare nei confronti della maggioranza.
Consiglio a Mossuto di elaborare questo ultimo pensiero e ai consiglieri di sostenerlo quando e se farà la cosa giusta.
