Le socie fondatrici sono pronte ad adeguarsi, ma servono risposte immediate dalla politica per evitare il ricorso al TAR
Il destino di InStabile Culture in Movimento, un progetto culturale che ha preso vita nel 2020 in via della Funga, è appeso a un filo. Questa iniziativa, che ha saputo diventare un punto di riferimento per Firenze, non solo garantendo servizi culturali e sociali ma anche presidio sul territorio, è ora in pericolo, travolta da problematiche urbanistiche che potrebbero comprometterne la continuità. “Il question time di ieri conferma che i riferimenti alle norme sono un modo per evitare la responsabilità politica, ineludibile”, afferma Dmitrij Palagi, consigliere di Sinistra Progetto Comune, che ha sollevato la questione in aula.
La politica, secondo Palagi, sta sfruttando le normative urbanistiche come una scusa per non risolvere la questione e non affrontare la responsabilità che ne deriva. Non c’è alcuna critica alla qualità delle attività culturali e artistiche che si svolgono nell’area, ma tutto ruota intorno alla temporaneità delle strutture che le ospitano, principalmente due: il bistrot, essenziale per la sostenibilità economica delle iniziative, e lo Chapiteau, un tendone da circo che d’estate non c’è, e che per la sua natura stagionale non può certo rappresentare un ostacolo per il funzionamento del progetto. Il problema riguarda la necessità di un piano urbanistico che consenta a queste strutture di restare operative senza compromettere la qualità dei servizi offerti.
“L’Assessora Biti ha parlato di rispetto delle norme: ma le norme derivano da scelte politiche e qui è indispensabile aprire un tavolo che delinei un quadro di soluzioni, perché le socie fondatrici hanno chiarito di essere disponibili a fare tutto il necessario per adeguarsi a qualsiasi regola voglia fare riferimento il Comune”, continua Palagi. In altre parole, la politica ha il dovere di garantire soluzioni tempestive per mantenere viva questa esperienza, che offre tanto alla città. A fronte di settimane di mancato dialogo e rifiuti di confronto da parte dell’amministrazione comunale, Palagi ribadisce la necessità di una risposta immediata. Il ricorso al TAR, come suggerito dal consigliere, non deve essere visto come una minaccia, ma come una misura necessaria per difendere i diritti dei cittadini e la continuità dei servizi culturali e sociali di InStabile Culture in Movimento: “Questo percorso deve partire immediatamente”, conclude Palagi.
Nel frattempo, continua la petizione: “Abbiamo bisogno del vostro aiuto per difendere un’esperienza artistica, culturale e sociale accessibile a tutti, per sostenere chi lavora ogni giorno per creare comunità attraverso l’arte, per chiedere trasparenza, dialogo e soluzioni concrete con l’amministrazione comunale e gli uffici tecnici”. È possibile firmare la petizione online, donare e contribuire a proteggere una risorsa unica per la città.
