Sembrano un collegamento ideale diretto con le vicende del Mostro, piuttosto che con i casi di cronaca nera degli ultimi 20-30 anni, gli ultimi omicidi avvenuti nella nostra città e ancora avvolti da una coltre di malsano mistero: emblematica è sicuramente la vicenda della piccola Kata Alvarez, scomparsa il 10 giugno 2023 dall’hotel Astor in via Maragliano e le cui sorti sono ancora incerte (1); la madre, da parte sua, è convinta che sia stata «rapita e venduta» e invita chi sa a parlare (2). Avrebbe dovuto essere tra questi nientepopodimeno che la sindachessa Funaro, all’epoca assessore all’Educazione, Welfare e Immigrazione nella seconda giunta Nardella (2019-2024) e pertanto deputata a vigilare su strutture come l’albergo da cui la bambina è scomparsa.
Già, l’albergo, quello stesso hotel Astor dove, molto prima del fattaccio del 2023, erano salite ai disonori della cronaca le scene da far west tra «sangue sull’asfalto, botte, forse addirittura colpi di pistola» denunciati da Fratelli d’Italia già tre mesi prima (3) e da dove una donna, anticipando di dieci giorni il rapimento di Kata, precipitò dal secondo piano in una caduta evidentemente provocata da terzi (4).
Si sa che esso ospitava tra i 100 e i 140 immigrati (5), seppure, negli anni scorsi, una certa “sinistra” che ne difendeva l’occupazione abusiva avesse voluto dare a credere che le persone fossero appena “una settantina” (6) e tutti regolari (7), una versione risultata palesemente falsa, tant’è che anche in seguito si sono verificati atti tutt’altro che legali, come il «racket delle case» a pochi metri dall’albergo (8). Nonostante i cinque indagati (9), la svolta è ancora ben lontana. La giunta oggi guidata da quella stessa Sara Funaro, forse in un tentativo di far dimenticare la vicenda dietro la patina di lusso di cui con tanto zelo vuole ricoprire Firenze, ha deciso la trasformazione dell’ex albergo in un complesso residenziale affidandone i lavori al progettista del Viola Park (10).
Non meno mistero rimane ad aleggiare tra via Giampaolo Orsini e Campi Bisenzio: è ancora giallo sulle figure degli assassini, rispettivamente, dei due coniugi Franco Giorgi e Gianna di Nardo e di chi fosse il sosia del giovane Maati Moubakir.
Nel primo caso, verificatosi a un anno quasi esatto di distanza dal secondo, un intero quartiere è stato gettato nello sbigottimento al ricordo di due storiche figure dell’attivismo sociale e della sinistra, nei circuiti dell’ARCI, ritrovate morte nella loro casa con molteplici ferite da taglio. Sebbene nessun segno di depressione fosse stato rinvenuto nel Giorgi durante il periodo immediatamente precedente alla morte sua e della moglie, l’ipotesi più accreditata si è orientata subito verso l’omicidio-suicidio (11), nonostante nessuno, a Gavinana, abbia sentito urla o movimenti sospetti provenire dalla loro casa quella sera (12).
Analogamente, non è mai stato trovato né identificato in alcun modo il vero bersaglio di quello che è tragicamente risultato essere lo scambio di persona che ha portato all’uccisione di Maati il 29 dicembre 2024, il tutto, peraltro, per il furto…di una sigaretta elettronica (13); per fatti più gravi, di droga, non si conosce neppure l’esatta dinamica della morte di Gabriele Citrano (14). Una serie di misteri che, oltre a inquietare, oscurano i bei risvolti di vicende altrettanto lunghe e intricate, come la scoperta della tomba della madre del piccolo Natalino nonché prima vittima, appunto, del Mostro di Firenze nell’ormai lontano 1968 (15).
NOTE
(2) https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/kata-bambina-scomparsa-appello-mamma_106224148-202502k.shtml
