“Il Parco delle Cascine è ormai fuori controllo, quello che dovrebbe essere il principale polmone verde della città si sta trasformando ogni giorno di più in una zona senza regole”.
A parlare è Simone Scavullo, presidente del Comitato Cittadini per Firenze, che torna a denunciare con forza una situazione diventata, a suo dire, “intollerabile”.
Scavullo, da tempo impegnato nella tutela del verde pubblico e dei diritti delle persone con disabilità, punta il dito contro quella che definisce “una totale assenza di rispetto delle norme”. Il riferimento principale è alla presenza massiccia di auto all’interno del parco, spesso parcheggiate ovunque: nelle aree pedonali, lungo i viali, perfino sul verde.
“Non è più un parco, ma un autodromo a cielo aperto, dove ognuno fa quello che vuole, senza alcun timore di controlli o sanzioni”, aggiunge.
Particolarmente grave, secondo il presidente del Comitato, è la situazione dei parcheggi riservati ai disabili: “I posti dedicati vengono sistematicamente occupati da veicoli senza autorizzazione; le persone con disabilità sono costrette a parcheggiare lontano, a metri e metri di distanza, rinunciando spesso anche a una semplice passeggiata: questo è inaccettabile”.
Ma non è l’unico problema segnalato. Anche la gestione degli animali, pur riconoscendo l’importanza del parco come spazio per chi possiede cani, presenta criticità: “Sono un animalista e difendo i diritti degli animali; ma ciò non significa assenza di regole; oggi il parco è diventato uno sgambatoio a cielo aperto, con cani liberi ovunque e senza controllo”.
Il quadro che emerge è quello di un’area lasciata all’incuria e all’anarchia, nonostante la presenza, almeno sulla carta, di controlli da parte delle autorità: “I controlli ci sono, si vedono anche pattuglie a piedi o a cavallo, ma nei fatti non cambia nulla, le infrazioni continuano sotto gli occhi di tutti”.
Da qui la richiesta, netta e senza compromessi: “Serve una decisione forte, stop alle auto dentro le Cascine. Il parco deve essere vissuto a piedi, come è giusto che sia. Solo così possiamo restituire dignità a uno spazio fondamentale per Firenze”.
Scavullo conclude con un appello alle istituzioni: “Non possiamo più limitarci a segnalare, è il momento di intervenire concretamente per tutelare il verde pubblico e garantire il rispetto dei diritti, soprattutto dei più fragili”.
Una denuncia che riaccende i riflettori su uno dei luoghi simbolo della città, e che chiama in causa responsabilità e azioni non più rimandabili.
