Sinistra Progetto Comune promuove un momento di confronto aperto su affitti, rendita e politiche urbane nel cuore di Firenze
Alle 16:30 di oggi la Biblioteca delle Oblate apre le porte a un confronto che intreccia ricerca accademica e tensioni sociali, mettendo al centro uno dei temi più urgenti per Firenze: l’abitare, con la presentazione del volume “Abitare in affitto. Le nuove frontiere dell’estrattivismo immobiliare”, promosso da Sinistra Progetto Comune insieme all’Associazione Progetto Firenze, un appuntamento che si propone esplicitamente come qualcosa di più di un semplice evento culturale, perché “non è un seminario accademico: è un’occasione per ragionare insieme su cosa significa governare una città in un momento in cui abitarla è diventato un privilegio per chi può permettersi i prezzi correnti”; al centro del dibattito il lavoro di Chiara Davoli e Stefano Portelli, che utilizzano la categoria di “estrattivismo immobiliare” per descrivere la trasformazione del mercato degli affitti, sempre più orientato all’“accumulo attivo” e sostenuto da dinamiche opache e da una crescente finanziarizzazione, un’analisi che trova terreno fertile nei dati più recenti: “Affittare casa a Firenze richiede in media il 66% del reddito locale disponibile per una superficie di 75 metri quadri”, cifra che da sola giustifica l’urgenza dell’incontro e che rende tangibile una crisi che non è più teorica ma quotidiana.
Il quadro nazionale, con canoni in crescita e offerta in contrazione, fa da sfondo a una situazione locale aggravata dalla pressione turistica e dalla diffusione degli affitti brevi, elementi che contribuiscono a ridurre ulteriormente la disponibilità di alloggi per residenti, mentre milioni di abitazioni restano paradossalmente vuote; è proprio su questa contraddizione che l’incontro alle Oblate vuole costruire un momento di confronto allargato, chiamando in causa non solo studiosi ma anche cittadinanza e realtà sociali, nella convinzione dichiarata che “il diritto all’abitare non possa essere lasciato alle logiche di mercato” e che il tema richieda una risposta politica strutturale, capace di superare approcci frammentari e di affrontare in modo sistemico una delle trasformazioni più profonde delle città contemporanee.

