I residenti dell’area Duomo denunciano una situazione quotidiana e sistematica con auto prive di autorizzazione parcheggiate nelle aree pedonali
I “residenti resistenti” del centro storico, con l’arrivo della bella stagione e la voglia di stare fuori al fresco la sera, sentono sempre più sulla pelle il peso del turistificio a cui l’amministrazione comunale ha condannato Firenze. Particolarmente vittime della ZTL “gruviera” sono i residenti dell’area Duomo, che denunciano la sistematica violazione della stessa, con la presenza di auto prive di autorizzazione parcheggiate persino nelle aree pedonali.
Se ci si sposta poi fuori dall’area pedonale, pur restando all’interno della ZTL, la situazione appare ancora più evidente: veicoli che non dovrebbero nemmeno entrare, soste abusive protratte per ore, utilizzo estensivo di permessi e deroghe, attività economiche che occupano quotidianamente e per intere ore spazi che potrebbero utilizzare soltanto per circa 15 minuti. Una realtà che, a detta dei residenti, va avanti da anni.
Le fotografie scattate dai residenti dell’area Duomo in via Brunelleschi e via Tosinghi non rappresentano quindi un “caso”. Sono la documentazione oggettiva di una situazione permanente, conosciuta dall’amministrazione comunale e da chi frequenta abitualmente il centro storico. I residenti hanno segnalato questa realtà infinite volte eppure, troppo spesso, alle segnalazioni si è risposto minimizzando. Di conseguenza, non è stato adottato alcun intervento concreto.
“Per questo oggi non chiediamo più nulla – affermano i portavoce dei residenti –: abbiamo già chiesto controlli, tutela dei posti residenti, percorsi alternativi, deroghe di sosta temporanee durante i cantieri, una gestione equilibrata della mobilità nel centro storico. In due anni non ci è stato concesso assolutamente nulla e oggi denunciamo pubblicamente una precisa responsabilità politica. Denunciamo inoltre un fatto ancora più grave, che mina la fiducia di chi aveva creduto alle promesse formulate in campagna elettorale: l’evidente contraddizione tra quanto annunciato e quanto accade realmente ogni giorno nel centro storico.
A noi era stato detto che, per l’amministrazione, non far andare via nemmeno un residente dal centro storico e, anzi, favorire il ritorno delle famiglie andando incontro alle loro esigenze sarebbe stata una priorità.
Promesse alle quali molti cittadini hanno creduto, rimanendone profondamente delusi.
Ci chiediamo allora – proseguono – come questo dovrebbe essere possibile. La disponibilità dell’automobile nelle vicinanze della propria abitazione rappresenta una necessità concreta per qualunque famiglia, soprattutto in un centro storico dove i negozi di prossimità stanno progressivamente scomparendo, i servizi diminuiscono continuamente e gran parte delle attività è ormai orientata quasi esclusivamente al turismo.
A questo si aggiunge un servizio di trasporto pubblico locale spesso inaffidabile, anche a causa dei numerosi cantieri che generano ritardi, deviazioni e soppressioni di corse, oltre agli scioperi.
Nel frattempo, limitazioni, divieti e rigidità finiscono per penalizzare quasi esclusivamente i residenti, senza produrre benefici concreti.
Perché, mentre a noi vengono negate soluzioni minime e ragionevoli, pur previste dal Codice della Strada, il centro storico continua quotidianamente ad essere attraversato, occupato e utilizzato in modo incontrollato da chi residente non è.
È necessario chiarire – proseguono nella loro dettagliata spiegazione i residenti dell’area Duomo – un punto fondamentale: questa non è una polemica contro la Polizia Municipale, che anzi si trova spesso a dover gestire le conseguenze delle numerose autorizzazioni concesse, dei divieti frammentati e di una regolamentazione talmente complessa che persino i cittadini più attenti e rispettosi delle regole faticano a comprenderla e applicarla correttamente (Scudo Verde, blocco sui viali, ZTL, ZCS, strisce bianche, strisce gialle, strisce gialle con e senza indicazione per residenti, strisce blu, sosta a rotazione, carico e scarico, ZTL diurna, ZTL notturna attiva solo in determinati giorni della settimana).
Un groviglio di regole che, anziché garantire chiarezza, genera confusione e, quindi, cassa. Senza contare i numerosi compiti che l’amministrazione ha attribuito alla Polizia Municipale per sopperire alla carenza di altre Forze di Polizia, pur non rientrando nei suoi compiti istituzionali ordinari. La responsabilità è dunque politica e amministrativa.
È il Comune che ha scelto di organizzare la città in modo tale che, dopo le ore 19, anche nel centro storico e perfino nell’area Unesco, le regole possano essere violate nella sostanziale assenza di controlli.
Chi parcheggia abusivamente sa perfettamente che nelle ore serali il rischio di controlli o sanzioni è pressoché inesistente. Nel frattempo, chi risiede realmente nel centro storico è costretto ogni giorno a non trovare parcheggio, subire occupazioni abusive degli spazi riservati, percorrere tragitti enormemente più lunghi, restare bloccato nel traffico dei viali e della stazione anche per 30-40 minuti a causa dei percorsi imposti e dei cantieri della tramvia. Con una conseguenza paradossale: mentre si parla continuamente di sostenibilità ambientale, le scelte adottate aumentano traffico, congestione e inquinamento.
La ZTL, e persino le aree pedonali, vengono quotidianamente utilizzate, attraversate e occupate da moltissime categorie, tranne che da chi nel centro storico vive stabilmente e paga ogni giorno il prezzo di decisioni ideologiche, incoerenti, inefficaci e prive di reale controllo.
Nelle immagini si evidenzia inoltre la presenza di un mezzo comunale parcheggiato in area pedonale. Si tratta di un veicolo comunale datato, alimentato a motore diesel, circostanza che appare in evidente contrasto con gli indirizzi ambientali dichiarati dall’amministrazione, compresi quelli relativi alla riduzione delle emissioni in ambito urbano.
Inoltre, la presenza di uno stallo riservato a un mezzo comunale solleva un ulteriore tema di coerenza e corretto utilizzo degli spazi pubblici, che meriterebbe una verifica alla luce delle disposizioni dell’art. 7 del Codice della Strada in materia di destinazione e utilizzo degli stalli di sosta riservati da parte degli enti.
Senza formulare conclusioni definitive, si tratta di elementi oggettivi che meritano quantomeno un chiarimento amministrativo e normativo. Le immagini che rendiamo pubbliche oggi – concludono – servono a impedire che questa situazione venga ulteriormente negata o minimizzata. Non documentano episodi isolati. Documentano la normalità quotidiana del centro storico di Firenze.”
Salvare Firenze vuol dire restituirla ai residenti. Pensiamoci, anche se già pare troppo tardi.


