Control Room: una Ferrari usata come un triciclo. La miopia di Palazzo Vecchio e il fallimento della mobilità

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Migliaia di telecamere h24 senza un cervello che le coordini di notte: l’occasione sprecata della smart city control room

 

Mentre l’assessore Giorgio liquida la sicurezza notturna, la città affoga nel caos diurno e il superconsulente Ciurnelli resta un fantasma da otto mesi. C’è qualcosa di profondamente irritante nel vedere una tecnologia d’avanguardia, pagata con i soldi dei contribuenti, venire castrata da una visione politica piccola e burocratica.

Le recenti dichiarazioni dell’assessore Andrea Giorgio sulla Control Room su La Nazione di oggi non sono solo una doccia fredda per chi sperava in una città più sicura e intelligente; sono l’ammissione di un ennesimo fallimento gestionale. L’affermazione dell’assessore è disarmante nella sua semplicità, quasi puerile: “La control room serve per il traffico, che – almeno di notte – non è un problema”. In un solo colpo, Giorgio declassa un centro di controllo multimodale a un semplice monitor per contare le auto.

È una critica oggettiva: se la città dispone di “migliaia di telecamere attive h24”, come dichiarato, che senso ha spegnere il “cervello” che dovrebbe coordinarle proprio quando le condizioni di insicurezza urbana aumentano? Relegare la Control Room al solo ruolo di vigile elettronico per le code mattutine significa ignorare deliberatamente il concetto di “Smart City”. La sicurezza urbana non è un accessorio, ma il pilastro su cui si fonda la vivibilità di una città. Abortire questa potenzialità per la notte significa lasciare quelle migliaia di occhi elettronici senza una mente che sappia reagire in tempo reale.

In questo scenario di immobilismo cronico, poi, spicca un’assenza che urla: quella di Stefano Ciurnelli. Presentato come il “superconsulente” della mobilità, l’uomo che avrebbe dovuto sciogliere i nodi del traffico fiorentino, Ciurnelli è da otto mesi un fantasma. Qual è il suo contributo? Dov’è il piano strategico? Mentre la città vive in uno stato di congestione perenne, con snodi cruciali paralizzati da un traffico caotico e mal gestito, l’esperto tace. Pagare competenze di alto livello per poi produrre il nulla cosmico è un insulto a una città che ogni giorno perde ore di vita imbottigliata nei viali. Se la Control Room è sottoutilizzata, e il traffico è comunque fuori controllo, a cosa sono serviti questi otto mesi di “riflessione”?

La realtà è sotto gli occhi di tutti: abbiamo una Control Room dedicata esclusivamente ai servizi della strada, che però fallisce nel suo unico compito (il traffico è peggiorato) e viene chiusa di notte per “mancanza di target”, ignorando la sicurezza. È la cronaca di un’occasione sprecata. Si sceglie consapevolmente di non evolvere, di restare ancorati a una gestione emergenziale invece che predittiva. Se l’assessore Giorgio pensa che una Control Room sia solo un ufficio per guardare i semafori, allora non ha capito lo strumento che ha tra le mani. O, peggio, ha deciso di depotenziarlo per non dover gestire la complessità che la sicurezza urbana comporta. Firenze necessita du una gestione h24, una visione integrata e, soprattutto, risposte che non siano semplici scuse per risparmiare sul personale o coprire l’inefficienza di consulenti fantasma.