Funaro affonda la scure sugli affitti brevi fuori dalla zona UNESCO. Le opposizioni: “Forzatura ideologica”

GERMOGLI PH 25 FEBBRAIO 2025 FIRENZE LE ISTITUZIONI CITTADINE E LE FORZE DI POLIZIA MUNICIPALE SONO ANDATE IN GIRO PER IL CENTRO STORICO PER RIMUOVERE LE KEYBOX

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Estensione del blocco agli affitti turistici fuori dall’area Unesco: decisione affrettata, procedura d’urgenza e rischi per famiglie e piccoli proprietari

 

La Giunta comunale guidata dalla sindaca Sara Funaro ha proposto oggi una delibera che estende il blocco alle nuove attività di affitti turistici brevi anche alle zone A3 e A4 del Piano Operativo Comunale, interessando quartieri come Campo di Marte, Gavinana, Rifredi, Libertà e San Jacopino, in una procedura d’urgenza che solleva forti perplessità sul metodo e sulla sostanza della scelta.

A distanza di un anno dal primo regolamento, l’amministrazione accelera ulteriormente senza un adeguato confronto con le categorie interessate, stakeholder e cittadini, rischiando di penalizzare in modo generalizzato i piccoli proprietari che spesso integrano il proprio reddito attraverso uno o due immobili, senza distinguere chiaramente tra grandi operatori professionali e famiglie che hanno investito con sacrifici in questa attività. Un’ estensione dei divieti che manca di una visione urbanistica complessiva e rischia di produrre effetti negativi sull’economia locale senza affrontare in modo strutturale la crisi abitativa.

I gruppi di centrodestra in Consiglio comunale (Fratelli d’Italia, Lista civica Eike Schmidt, Forza Italia, Lega e Gruppo Misto-Noi Moderati) hanno criticato duramente la procedura: «Si perde occasione storica di confrontarsi con le parti interessate: stakeholder, associazioni e cittadinanza. La sindaca, secondo regolamento, ha facoltà di chiedere il parere in tempi ristretti alla commissione competente, ma in questo caso politicamente non se ne comprende il motivo; abbiamo seri dubbi sulla legittimità della richiesta d’urgenza, che oltretutto fa venire meno la partecipazione tanto decantata dalla Funaro… a parole».

Anche i consiglieri di Italia Viva – Casa Riformista Francesco Casini e Francesco Grazzini hanno espresso forti riserve: «Questa forzatura messa in atto dall’amministrazione comunale di Firenze ci pare davvero forte e profondamente ideologica. Una delibera che arriva oggi, viene discussa nel giro di due giorni e approvata in pochissimo tempo, senza confronto, senza possibilità di approfondimento, senza capire i risvolti e gli effetti sulle famiglie fiorentine. La nostra impressione è che manchi completamente una visione urbanistica complessiva della città e delle sue trasformazioni sociali ed economiche. Si procede soltanto con un accanimento ideologico contro gli affitti brevi, senza distinguere minimamente tra le grandi società che gestiscono centinaia di appartamenti e le famiglie che magari possiedono uno o due immobili e che hanno costruito su questi investimenti anche la propria stabilità economica. Il problema dell’abitare a Firenze non si risolve accanendosi contro chi ha legittimamente deciso di mettere a reddito una proprietà. Serve invece una strategia articolata e seria che intervenga contemporaneamente sull’edilizia popolare, sull’edilizia convenzionata, sugli affitti calmierati, sul recupero degli immobili sfitti e sul sostegno alle giovani coppie e ai lavoratori. Il rischio è quello di dare vita a una misura fortemente simbolica e ideologica, senza affrontare davvero le cause profonde della crisi abitativa e senza una reale distinzione tra speculazione e piccolo proprietario».

Una misura che, sulla carta, vorrebbe regolare il mercato, ma che nella forma rischia di rivelarsi miope e penalizzante per molti fiorentini.