Acqua, gas, rifiuti. Targetti ancora all’attacco: “Prima Prato contava, poi è arrivato Biffoni”

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di Jonathan Targetti (L’Alternativa C’è – Prato)

C’era una volta una città che controllava diversi asset strategici: acqua, gas, rifiuti. È la Prato del 2014, una delle poche città italiane di medie dimensioni che poteva ancora vantare un sistema di partecipate robuste, storiche, redditizie.

Un patrimonio del territorio costruito con almeno 50 anni di ambizione, investimenti e intuito.

Al centro di tutto c’era Consiag, nata nel 1974 come “Consorzio Intercomunale acqua e gas” tra Prato, Scandicci e Sesto Fiorentino. Primo esempio in Toscana di gestione consorziale dei servizi idrici ed energetici. 50 anni di storia, 23 comuni soci, sede a Prato in via Panziera. Il Comune di Prato ne deteneva il 36,6%. Era la holding che partecipava Estra (il gruppo energetico toscano con centinaia di migliaia di clienti), Publiacqua (la società dell’acqua per Firenze, Prato e Pistoia) e una costellazione di servizi essenziali.

Poi c’era ASM, l’azienda dei rifiuti. Una società interamente pubblica, controllata direttamente dal Comune, che gestiva la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani per centinaia di migliaia di abitanti.

E c’era Estra, il gruppo energetico nato nel 2009 dall’aggregazione di Consiag, Intesa (Siena) e Coingas (Arezzo). Un soggetto industriale di peso, con sede operativa a Prato, che vendeva gas ed energia elettrica in tutta l’Italia centrale e che stava crescendo anno dopo anno.

Prato era a tutti gli effetti il baricentro di un sistema di servizi pubblici che serviva oltre mezzo milione di persone. Esprimeva la governance di queste strutture, incassava dividendi, nominava consiglieri di amministrazione. Era una città che contava, nel senso più concreto del termine.

Poi è arrivato Matteo Biffoni.

Il nuovo sindaco si insediò nel 2014 con una narrazione precisa: le partecipate erano una “galassia” incontrollabile, opaca, costosa. Vennero denunciati pubblicamente stipendi fuori scala, doppioni nei consigli di amministrazione, società inutili. Il tutto sullo sfondo del disavanzo comunale, agitato come una spada di Damocle.

Quali decisioni furono prese? A domani, per la seconda parte di questa storia.