Santa Apollonia, la Regione coccola gli abusivi: migliaia di euro per agevolare l’occupazione dei centri sociali?

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La denuncia del consigliere regionale Matteo Zoppini. ” Milioni di euro pubblici impegnati per la riqualificazione e dodici anni di occupazione abusiva”

 

Metti uno dei più importanti complessi storici del centro di Firenze, peraltro ceduto gratuitamente dallo Stato alla Regione Toscana. Aggiungi un giovane e rampante consigliere regionale con l’energia giusta per andare a spulciare le scartoffie, ed ecco la tempesta perfetta di Sant’Apollonia.

Milioni di euro pubblici impegnati per la riqualificazione (solo l’attuale progetto di rifunzionalizzazione vale quasi 6 milioni), dodici anni di occupazione abusiva da parte dei centri sociali, ritardi importanti certificati dagli stessi documenti amministrativi e, oggi, il rischio che proprio chi ha contribuito a degradare e bloccare il recupero del complesso possa beneficiare delle scelte della Regione. È questa la vicenda a limite dell”assurdo che denuncia con un interrogazione presentata in consiglio regionale il consigliere di FdI Matteo Zoppini che chiede lumi sulla complessa vicenda e sul futuro del complesso.

“Nel 2015 – racconta Zoppini – il Ministero della Cultura, Agenzia del Demanio e Regione Toscana hanno sottoscritto un accordo di valorizzazione finalizzato al trasferimento di una porzione di Santa Apollonia alla Regione Toscana, trasferimento avvenuto poi nel 2019. In cambio, la Regione ha assunto precisi obblighi: tutelare, conservare e valorizzare il bene, garantendone la sicurezza e scongiurando qualsiasi forma di deterioramento o danneggiamento derivante da incendi, furti, vandalismi o insufficiente manutenzione. Obblighi che sono stati ribaditi anche nell’atto di trasferimento e la cui violazione può comportare conseguenze particolarmente rilevanti, come anche il ritrasferimento del bene dalla Regione all’Erario.

Negli anni, come detto – prosegue il consigliere – sono state destinate risorse pubbliche significative per il recupero del complesso.
Già nel 2015 erano stati stanziati oltre 1,2 milioni di euro per interventi di valorizzazione, cui si sono aggiunti ulteriori fondi per accatastamento e progettazione. Nel 2018 altri 800 mila euro assegnati ad ARDSU per progettazione ed esecuzione dei lavori di ristrutturazione più ulteriori 1,5 milioni destinati a risanare e riorganizzare l’immobile ed i servizi. Nel 2024 il progetto ha ricevuto un nuovo e decisivo impulso con lo stanziamento di 5 milioni di euro a valere sui Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC), ai quali si aggiungono 800 mila euro di cofinanziamento regionale.”

E qui la sorpresa. “Una parte del complesso, come detto, è occupata abusivamente dal 2014 dai centri sociali de “La Polveriera Spazio Comune”. Particolarmente significativo è quanto emerge dagli atti amministrativi. Nel 2021 un sopralluogo effettuato da rappresentanti di ARDSU, Regione Toscana, Fondazione Toscana Spettacolo e Fondazione Sistema Toscana evidenzia come l’occupazione abusiva abbia generato situazioni di degrado, episodi di danneggiamento e ripercussioni negative sulle attività presenti nel complesso. Successivamente, nelle relazioni tecniche predisposte per l’attuazione dell’intervento, viene evidenziato anche come l’occupazione abbia impedito lo svolgimento di attività propedeutiche alla progettazione e rallentato le indagini necessarie per rendere cantierabile l’opera. Nel 2026 il Responsabile Unico del Procedimento ha quantificato un ritardo complessivo di 16 mesi, attribuito principalmente all’impossibilità di avere piena disponibilità di alcune porzioni dell’immobile. Una circostanza che ci fa chiedere se la Regione stia davvero facendo tutto il possibile per evitare che questi ritardi compromettano il rispetto del cronoprogramma e l’utilizzo delle risorse pubbliche già stanziate.

La questione assume contorni ancora più delicati alla luce delle recenti scelte della Giunta regionale. “Con una decisione dell’agosto 2024 è stata prevista una riorganizzazione degli spazi del complesso di Santa Apollonia, comprendente il trasferimento degli uffici di Fondazione Toscana Spettacolo in altri locali nella zona di Novoli. Una scelta che trova seguito nel DEFR 2026, recentemente discusso in Commissione e che presto approderà in Consiglio, dove compare uno stanziamento fino a 30 mila euro destinato proprio alle attività di trasloco della Fondazione verso una nuova sede.” Mi sono chiesto -prosegue Zoppini – perché la Regione abbia ritenuto necessario spendere ulteriori risorse pubbliche per spostare la Fondazione, differentemente da quanto previsto nel progetto iniziale, e soprattutto cosa ne avrebbe fatto degli spazi liberati. La risposta alla domanda precedente, purtroppo, è stata quanto di peggio ci si potesse aspettare. Per anni gli atti della Regione, di ARDSU e dei soggetti coinvolti hanno descritto gli occupanti abusivi della Polveriera come una delle principali cause dei ritardi e delle difficoltà nel percorso di recupero di Santa Apollonia. Adesso, invece, si decide di scendere a patti. Le decisioni assunte dalla Giunta e quanto emerso nelle ultime settimane a mezzo stampa descrivono infatti uno scenario che ha dell’assurdo, nel quale gli occupanti resterebbero negli spazi non interessati dall’intervento di riqualificazione, mentre Fondazione Toscana Spettacolo verrebbe trasferita in un’altra sede.”

In sostanza – conclude – chi per oltre un decennio ha contribuito a bloccare o rallentare il percorso di riqualificazione, chi ha devastato i chiostri di Santa Apollonia, chi ha fatto danni irreparabili al patrimonio culturale finirà per beneficiarne. Invece di ripristinare la disponibilità degli spazi e sgomberare gli abusivi, gli si regala una parte di Santa Apollonia.”

Foto: Facebook

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