Al centro della contestazione non c’è la pulizia della città, ritenuta un dovere civico condiviso, ma la richiesta di interventi altrettanto decisi contro chi utilizza gli animali per chiedere l’elemosina. Protesta il 15 Luglio in Piazza Signoria
Una nuova ordinanza destinata a incidere sulle abitudini dei proprietari di cani riaccende lo scontro politico sulle priorità dell’amministrazione comunale. Il Comune ha infatti introdotto l’obbligo di sciacquare con acqua l’urina degli animali, prevedendo sanzioni fino a 500 euro per chi non rispetta la disposizione. Un provvedimento che, secondo i promotori della protesta, rappresenta l’ennesimo esempio di una gestione caratterizzata da “due pesi e due misure”.
Pur ribadendo che mantenere pulita la città è un dovere civico imprescindibile e che raccogliere le deiezioni e pulire l’urina del proprio cane è un gesto di rispetto verso la comunità, gli organizzatori contestano quella che definiscono una sproporzione nell’azione amministrativa: “Mentre per i cittadini onesti sanno fare solo leggi punitive alla velocità della luce, quando si tratta di fare scelte di vera civiltà l’amministrazione si gira dall’altra parte”, denunciano, puntando il dito contro l’assenza di interventi sul fenomeno dell’accattonaggio con animali. Nel mirino finisce l’ormai nota situazione di irregolarità diffusa, rispetto alla quale, sostengono i promotori, “nessuno controlla, nessuno sanziona, nessuno interviene”.
Da qui la domanda che alimenta la polemica: “Perché lo sfruttamento palese degli animali sotto i nostri occhi è permesso, mentre per il proprietario onesto scatta la multa da 500 euro?”. La richiesta rivolta a Palazzo Vecchio è netta: introdurre anche a Firenze un divieto specifico contro lo sfruttamento degli animali nell’accattonaggio, prendendo come riferimento il percorso legislativo già avviato in Lombardia. “Noi vogliamo che anche a Firenze si vieti lo sfruttamento degli animali”, affermano gli organizzatori, che chiedono una modifica immediata del regolamento comunale e invitano l’amministrazione a dimostrare la stessa rapidità mostrata nell’approvazione delle nuove sanzioni. “Sanno correre solo per multare i cittadini? Allora devono correre anche per tutelare chi non ha voce”, è uno dei passaggi centrali dell’appello, che si conclude con una promessa destinata ad accompagnare la mobilitazione delle prossime settimane: “Non ci arrenderemo finché non otterremo il cambio di questo regolamento”.
La protesta culminerà martedì 15 luglio alle ore 19 in Piazza della Signoria, dove i promotori chiamano a raccolta i cittadini per chiedere una revisione delle norme comunali e riportare il tema della tutela degli animali al centro del dibattito pubblico.
