Il “boom di consenso” della sindaca? Bambagioni: «Sa di artefatto. Tra i sondaggi e la percezione dei cittadini c’è una distanza evidente»

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Il consigliere di Lista Schmidt evidenzia l’assenza di risultati amministrativi significativi nei primi due anni di mandato, definisce il campione del sondaggio privo di reale valore scientifico e parla di una comunicazione costruita ad arte per rilanciare l’immagine della sindaca

 

Il presidente della Commissione Controllo e consigliere comunale di Lista Schmidt Paolo Bambagioni, interviene sul sondaggio che colloca la sindaca di Firenze tra gli amministratori più apprezzati a livello nazionale, esprimendo forti perplessità sia sul contenuto della rilevazione sia sulla sua attendibilità.

Secondo Bambagioni, infatti, il dato diffuso è in evidente contrasto con la percezione maturata sul territorio e con il giudizio che emerge dal confronto quotidiano con cittadini e osservatori della vita amministrativa. «L’impressione che abbiamo è di effettivo contrasto, cioè una realtà che ci sembra l’opposto», afferma Bambagioni, sostenendo che il gradimento di un amministratore dovrebbe derivare anzitutto dalla capacità di affrontare e risolvere i problemi della città, oltre che da una concreta capacità di relazione con i cittadini: «Per essere gradita, una persona deve saper svolgere almeno in maniera sufficiente il proprio compito, quindi risolvere una serie di problemi e avere anche un certo grado di empatia», osserva, aggiungendo che «gli elementi che abbiamo, le valutazioni che abbiamo dai giornali, dai contatti, dalle informazioni, ci fanno vedere una sindaca con grande difficoltà anche rispetto ai suoi predecessori».

Per il consigliere, il presunto incremento di consenso «sa di artefatto» e alimenta dubbi sulla reale natura dell’operazione comunicativa. «Siccome non ci si fida più né dei sondaggi né dei giornali, io penso che sia notizia farlocca o perlomeno notizia pilotata, una notizia pilotata per ridare un pochino di prestigio a un’opacità giornaliera che purtroppo ha la prevalenza», dichiara.

Bambagioni sottolinea inoltre come, a suo giudizio, nei primi due anni di mandato non emergano risultati amministrativi tali da giustificare un consenso così elevato: «Non si nota in questi primi due anni di essersi distinta. Dicesse: “guarda, ho riaperto il Parco delle Cascine, ho ridimensionato il tema della sicurezza, ho accelerato il tema della tramvia”. Ma qualcosa di significativamente bello, particolarmente importante, non si rileva». Da qui una valutazione sintetica ma severa: «Pochi risultati e probabilmente anche poca empatia».

Il presidente della Commissione Controllo richiama poi l’attenzione sulla consistenza statistica del sondaggio, ritenendola insufficiente per attribuire un reale valore scientifico ai risultati: «Quando si parla di 600 persone che hanno espresso il proprio voto rispetto a 315 mila potenziali elettori, capite che non ha nessun significato scientifico, quindi è praticamente un’operazione di rilancio».

Nella riflessione trova spazio anche un riferimento al dibattito politico interno alla maggioranza, con particolare riguardo al tema degli studentati. Bambagioni osserva come, proprio nel giorno della pubblicazione del sondaggio, siano emerse prese di posizione critiche da parte delle stesse forze che sostengono la sindaca. «Si legge su un giornale che il PD e AVS sostanzialmente incalzano la Funaro: basta con gli studentati, vanno bloccati. Se si legge l’articolo, sostanzialmente sembrano le nostre voci, le voci dell’opposizione che da tanti mesi dicono che questi finti studentati non vanno fatti». Anche questo elemento contribuirebbe a mettere in discussione l’immagine di un consenso politico compatto attorno all’operato della sindaca. Pur ribadendo la propria critica all’azione amministrativa, Bambagioni conclude precisando di non voler formulare un giudizio sul piano personale. «Io personalmente le sono vicino perché capisco che è un compito impegnativo e per tanti versi ingrato, ma onestamente quando le persone godono di una simpatia, di un sostegno popolare diffuso, al di là anche dei propri votanti, si percepisce chiaramente».