di Jonathan Targetti (L’Alternativa C’è – Prato)
Lo Stadio dell’Acqua di Iolo, che doveva essere già finito, non è nemmeno mai partito. Il cantiere non esiste. I fondi del Pnrr, oltre 6 milioni di euro, sono persi per sempre. E adesso il Comune, «costretto a frugarsi» (parole loro), pagherà tutto coi soldi dei pratesi e intenterà una causa contro i progettisti per provare a recuperare qualcosa.
Apertura prevista? Non prima del 2028 o 2029. Nel frattempo, il nuoto pratese sarà costretto ad affrontare altri anni di disagi e soluzioni di ripiego. Ve lo dico da gennaio 2025 che sarebbe andata così. E quante offese mi sono preso in questi mesi dai soliti pasdaran del biffonismo.
Biffoni ha difeso il suo operato, definendo il Comune di Prato ineccepibile su questa vicenda. Facciamo un ripasso di questi anni di gestione degli impianti sportivi a Prato:
- Fondi europei sfumati per incapacità di rispettare le scadenze;
- Cantieri annunciati e mai partiti;
- Impianti chiusi o ridotti a strutture fatiscenti;
- Società sportive e famiglie lasciate senza una casa;
- Una piscina che, dopo anni di promesse, è ancora, cito Il Tirreno, «una pozzanghera» e l’altra piscina di via Roma riaperta ma solo per il nuoto libero nella vasca piccola.
Anche stavolta la colpa è sempre di altri: dello Stato, di Sport e Salute, dei progettisti, dei validatori. Mai di chi amministra questa città che, dopo aver scelto questa strada, aveva anche il dovere di vigilare, sollecitare, pretendere. Questo è il risultato: soldi persi, tempo perso, sport perso.
Noi lo diciamo da tempo: serve un cambio di approccio. Il Comune ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di gestire e mantenere ad un livello adeguato gli impianti sportivi della città.
Allora basta ideologia. Si coinvolgano i privati nel rilancio di Prato, impianti sportivi compresi. Partenariati pubblico-privati, gestioni affidate a chi ha competenze e interesse a far funzionare le strutture, investimenti veri al posto di annunci e rimpalli di responsabilità.
Prato merita impianti moderni, aperti e funzionanti. Non questa situazione che neanche nel quinto mondo.


