Carceri fiorentine «insostenibili», «disumanizzanti», «oltre ogni limite». A Sesto focolaio di scabbia in una RSA. La Firenze sui giornali di mercoledì 15 luglio

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È già, fortunatamente, uscito da Sollicciano l’87enne che vi era stato condannato per un furto d’auto risalente a tre anni fa; sconterà la sua pena, informa il Corriere Fiorentino, «in una struttura alternativa»: Casa Caciolle, a Rifredi. Questo successo, ottenuto grazie alla lotta dell’Associazione Pantagruel e del presidente della struttura di Madonnina del Grappa, non cancella tuttavia la situazione indegna sia del carcere fiorentino che di quello pratese della Dogaia: «Insostenibili» e «disumanizzante» il primo, secondo don Bernardo Gianni, abate di San Miniato a Monte, che li ha visitati entrambi, tra «celle piene e agenti allo stremo», il «caldo che rende l’aria irrespirabile» e gli «spazi che si restringono fino a comprimere la dignità delle persone». Analoghe impressioni sono emerse dalla visita dell’assessore regionale alle politiche carcerarie, Alessandra Nardini, che si è recata alla Dogaia insieme al sindaco Biffoni, e riportate con titoli taglienti e significativi su La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e Il Tirreno. Un ulteriore imbarazzo per la giunta pratese, già incalzata dal consigliere Targetti (L’Alternativa C’è) che, assieme al suo collega nostrano Bambagioni (Lista Schmidt) ha messo su un vero e proprio comitato, Open Plures, per far chiarezza sulle magagne della multiutility, peraltro con una degna copertura mediatica da parte de La Nazione Prato. Frattanto, leggiamo su La Nazione Firenze, un uomo ancora non identificato ha aggredito violentemente in piazza Tasso due autisti di NCC, uno con un pugno al volto e un altro bucandogli una gomma, un episodio che ha portato l’associazione di categoria a parlare di una «campagna d’odio» contro di loro, esortando il Comune a preoccuparsi del «problema della sicurezza di chi lavora per strada», sicurezza che peraltro nessuno ha, si ricordino le testimonianze dei riders di pochissimi giorni fa. A proposito di questi ultimi, il Corriere Fiorentino dà conto di un dibattito, una “lotta tra due linee”, emerso in seno ai ristoratori sulla percorribilità o meno di alternative al loro sfruttamento, alla luce dello sciopero odierno su cui tiene alta l’attenzione La Repubblica Firenze; alcuni titolari di ristoranti pensano che non ce ne siano rispeetto alle grandi piattaforme, altri, come la Tripperia Vegana in via Pisana, ha preferito il vecchio ma mai antiquato metodo dell’assunzione regolare e regolarizzata. È la stessa testata, peraltro, a parlare delle condizioni inaudite dei fattorini «sempre più poveri» eppure «mai stati così tanti in città»: addirittura in 3.000 possono inserirsi in una lista d’attesa per una consegna, mentre crescono le «cucine fantasma», come in via dello Statuto, da dove si passano i piatti da consegnare e che fanno riferimento alla piattaforma Whimsy, presente anche a Milano, Roma, Torino e Bologna. In manette però è finito solo un imprenditore cinese a Prato, oltretutto recidivo, per come sfruttava e rinchiudeva 20 operai, mentre Acca SRL lamenta la perdita di 400 milioni di euro per il picchettaggio di Seano e i sindacati, riportano La Nazione Firenze e La Repubblica Firenze, denunciano «una catena di subappalti» nel cantiere dov’è morto la settimana scorsa l’operaio Cornel Titu Teslaru. A proposito di liste d’attesa e servizi a domicilio, riscontrano gravi difficoltà quelli attinenti alle cure dei malati di Alzheimer nella nostra regione, che obbliga molti a pagarsi i servizi in un contesto in cui, afferma il presidente di AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer), la Toscana non sarà in grado «neanche tra 10 anni» di sopperire al reale quantitativo di bisogno di cure, ha spiegato ai microfoni di quest’ultimo rotocalco. Finita come una meteora e fallita miseramente la canea mediatica sull’hantavirus, ecco che arrivano malattie vere e più serie: a Villa Solaria, in quel di Sesto, è esploso venerdì un focolaio di scabbia, che ha coinvolto 14 persone di cui 8 operatori e 6 ospiti. In 100 dovranno assumere i dovuti medicinali, mentre la residenza è stata posta in quarantena: ne siamo messi a conoscenza da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. Oltre a quello sanitario, si deteriora anche lo stato di cose della cultura e dell’istruzione, con le università di Firenze e Pisa che, secondo dati CENSIS rilanciati dal primo dei giornali testé citati, scendono entrambe di un posto nella classifica degli atenei italiani. Quanto di più naturale può succedere quando si manca di pecunia. (JCM)