Il caldo ferma i rider, danneggia l’agricoltura e crea grattacapi ai musei civici. A San Jacopino nuove vette della guerra tra poveri. La Firenze sui giornali di martedì 14 luglio

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Chi potrebbe aspettarsi, soprattutto con un ecocidio in corso, il caldo a metà luglio a Firenze? Eppure l’infrastruttura cittadina è apparsa, ancora una volta, completamente impreparata: vuoi per deliberata negligenza, come nel caso dei riders il cui algoritmo «ignora l’afa» e che scenderanno in sciopero domani per tutelare la propria dignità e la propria salute (La Repubblica Firenze, La Nazione Firenze), vuoi per carenze strutturali, come nei musei civici insufficientemente climatizzati e che perciò affronteranno problemi speculari anche in inverno (Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze). All’ombra dei picchi da 40 gradi, considerando sempre doverosamente l’umidità che aumenta le temperature percepite, nel primo caso si racconta di turni da 15 ore al giorno, con consegne richiedenti 70 minuti di strada, andata e ritorno, per paghe da 9.50€ (lordi, non all’ora), dalle Sieci fino all’Impruneta (alle cui 80 famiglie beneficiarie verrà ridotto il bonus idrico per mancanza di fondi con cui coprire il fabbisogno reale, riporta La Nazione Firenze) passando per Calenzano; nel secondo, le sale troppo calde mettono a rischio anche l’integrità delle opere e i «pinguini» non bastano. Nell’agricoltura, da parte sua, si annuncia la vendemmia anticipata già per agosto, mentre all’orizzonte si staglia una crisi anche nella produzione di latte e frutta, che rischia un calo del 20%: di tutto ciò ci parlano le redazioni cittadine di Repubblica e Nazione. L’emergenza abitativa, invece, ha ormai tutte le proporzioni di un «dramma», ha affermato, ripreso dalla prima, l’arcivescovo Gambelli alla presentazione del bilancio sociale della Fondazione Caritas: neppure chi ha un lavoro, rivela, riesce in molti casi a pagare l’affitto, e sono già 2.400 le famiglie in attesa per una casa popolare. 400 milioni sono invece i costi da coprire nella sanità, ammettendosi, da parte dell’assessore Monni, che servono «misure immediate, ma siamo all’osso» e si cerca di non aumentare le tasse né tagliare servizi, almeno nelle intenzioni. Nella notizia in merito del Corriere Fiorentino si dà conto anche della nomina del nuovo direttore generale dell’assessorato regionale alla Salute, e che risponde al nome dell’economista Marco Torre. Emblematica anche la foto che correda un trafiletto del Tirreno Firenze a proposito delle spaccate in San Jacopino, di cui ha già dato conto la nostra LFCV ieri, e che ritrae un cartello scritto a mano su un’auto dal deflettore infranto: «Non c’è niente da rubare. Anzi, si richiede contributo per la sostituzione del vetro. Grazie», emblema della guerra tra poveri che assume nuove fattezze nel momento in cui, per dirla con le parole di un residente intervistato, si va a «sfasciare la vita di povere persone oneste che guadagnano 1.500 euro al mese e non riescono neanche [ad] andare in vacanza». La giunta Giani, tornando al Corriere Fiorentino, ha però tutt’altre priorità: di contro al disinteresse totale verso i propri cittadini, ha fatto partire nove furgoni di aiuti umanitari verso l’Ucraina; naturalmente non per il Donbass martoriato dai combattimenti, ma in direzione delle città di Leopoli e Cernivtsy, le più lontane dalla linea del fronte e le meno toccate dal conflitto, senza, oltretutto, nessuna considerazione per il saccheggio e le grassazioni che opereranno sui beni i militari e i funzionari corrotti del regime di Zelensky. Una «solidarietà» che fallisce anche nel tentativo, falso e ipocrita, di praticarla oltre che sbandierarla. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli