Soviet Fiorentino, la tentazione espropriatrice della sinistra rosso-verde: case sfitte nel mirino

GERMOGLI PH 15 MAGGIO 2024 FIRENZE CAFFE' LETTERARIO CONVEGNO NICHI VENDOLA NELLA FOTO CON IL SEGRETARIO DI SINISTRA ITALIANA FIRENZE VINCENZO PIZZOLO

Condividi sui social

Da Firenze il laboratorio della sinistra radicale: requisizioni degli immobili sfitti, stangate fiscali e una proprietà privata sempre più sotto pressione

 

A Firenze il dibattito sull’emergenza abitativa sta rapidamente abbandonando i binari della logica e del diritto per addentrarsi nei territori impervi di una vera e propria deriva ideologica. Quella che era nata come una discussione, già di per sé forzata, sul blocco degli affitti brevi, si è trasformata in brevissimo tempo in un assalto frontale alla proprietà privata. La maschera è calata definitivamente con la proposta di Alleanza Verdi e Sinistra, per voce del consigliere Vincenzo Pizzolo, che ha rispolverato i vecchi riflessi dell’esproprio proletario mascherandoli sotto l’etichetta edulcorata di “requisizioni temporanee” per gli immobili sfitti.
Il modello di riferimento, fieramente rivendicato, è la proposta di legge nazionale “Vuoti a Rendere” di Marco Grimaldi (AVS), un testo che evoca scenari più vicini a Pyongyang o al Venezuela di Maduro che a una democrazia occidentale. Per giustificare l’ingiustificabile e mettere le mani in tasca ai cittadini che hanno investito i risparmi di una vita nel mattone, la sinistra radicale non ha esitato a scomodare persino il feticcio storico di Giorgio La Pira. Un paragone che non sta in piedi: il “sindaco santo” operava nell’immediato dopoguerra, tra le macerie di una nazione bombardata e in un contesto di assoluta catastrofe materiale. Equiparare quella drammatica emergenza nazionale alla Firenze del 2026 – dove la scarsità di alloggi popolari è il frutto di decenni di totale assenza di politiche pubbliche da parte delle stesse amministrazioni di sinistra – rappresenta una clamorosa strumentalizzazione storica. Così come strumentale è il richiamo agli articoli 41 e 42 della Costituzione: la “funzione sociale” della proprietà è nata per garantire che il bene privato non danneggi la collettività, non certo per legittimare lo Stato o il Comune a decidere come e a chi un cittadino debba affittare la propria casa.
In questo scenario, ciò che preoccupa maggiormente non è tanto l’estremismo di una sinistra che saluta ancora a pugno chiuso, quanto la colpevole accondiscendenza del Partito Democratico. Di fronte a una proposta palesemente illiberale, i dem guidati a livello locale dal capogruppo Luca Milani non hanno alzato un muro a difesa dei diritti civili ed economici, ma hanno scelto la via del tatticismo e del compromesso, riassumibile in un pericoloso «parliamone». Il PD frena a parole, definendo la requisizione una misura «impattante politicamente», ma nei fatti apre la porta ai suoi alleati più radicali. L’accordo per avviare un censimento a tappeto delle case vuote c’è già, e la strategia dem punta a sostituire il “sequestro” coatto con una gragnuola di sanzioni, tasse e aumenti di IMU e Tari per chi non si piega ai diktat del Comune.
Siamo di fronte a un “Pericolo Rossoverde” che non è più l’uscita estemporanea di un singolo consigliere in cerca di visibilità, ma una linea di coalizione ben definita, che trova sponde nazionali nelle dichiarazioni di Marco Furfaro e nelle continue strizzate d’occhio di Elly Schlein a patrimoniali e nuove tasse, fino alla spregiudicata legittimazione delle occupazioni abusive firmata Ilaria Salis.
A Firenze questa deriva si traduce in un disegno preciso e punitivo, avallato dalla Giunta Funaro: prima si vieta ai proprietari di mettere a reddito i propri immobili con le locazioni turistiche, estendendo i divieti ben oltre l’area Unesco; poi, quando quegli stessi appartamenti restano vuoti in attesa di tempi migliori, si passa alle minacce di censimento, alle penali e, infine, allo spettro della requisizione. Il “Soviet Fiorentino” non è più un’iperbole polemica, ma la realtà di una sinistra che, pur di non ammettere i propri fallimenti amministrativi sulla gestione della città, preferisce indicare nei cittadini onesti il nemico da abbattere.