Il tema dell’accattonaggio con animali è tornato oggi in Consiglio comunale con un Question Time presentato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi, che ha chiesto all’Amministrazione di riconsiderare la propria posizione e rafforzare gli strumenti di tutela nei confronti degli animali impiegati nell’accattonaggio.
«In questi anni migliaia di cittadini hanno chiesto al Comune un cambio di passo, con due raccolte firme e numerose proposte avanzate insieme alle associazioni animaliste per rendere più efficace il contrasto al fenomeno», ricorda Masi.
Nel corso della risposta al Question Time, la Vicesindaca ha ricordato che il confronto con le associazioni animaliste c’è e che il tema viene affrontato insieme ad ASL, Polizia Municipale, Direzione Ambiente e Servizi Sociali. Ha inoltre evidenziato come siano state promosse specifiche iniziative per consentire agli operatori di strada di valutare il benessere degli animali, sottolineando che non si può presumere automaticamente che gli animali appartenenti a persone senza fissa dimora siano vittime di maltrattamenti, ma che ogni situazione debba essere valutata caso per caso.
«Nessuno vuole colpire chi vive una condizione di fragilità sociale – replica Masi -. Il nostro obiettivo è esclusivamente contrastare chi sfrutta gli animali per chiedere l’elemosina. Sono due situazioni completamente diverse e non devono essere confuse. I senza fissa dimora hanno bisogno di essere aiutati attraverso altri strumenti della Pubblica Amministrazione. Diverso è il caso di chi utilizza sistematicamente animali come mezzo per ottenere denaro, è evidente che la Polizia Municipale deve avere strumenti più efficaci per intervenire.»
Il Movimento 5 Stelle annuncia infine il deposito di una proposta di delibera per modificare il Regolamento comunale e rafforzare la tutela degli animali. «Ci auguriamo – conclude Masi – che l’apertura manifestata oggi dall’Amministrazione possa tradursi in una reale disponibilità a migliorare gli strumenti a disposizione della Polizia Municipale e della città».
Più critico il Comitato Cittadini per Firenze. Le dichiarazioni rilasciate oggi dalla Vicesindaca Paola Galgani, in risposta al Question Time presentato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Lorenzo Masi, confermano ancora una volta una «profonda distanza» tra «ciò che Palazzo Vecchio racconta e ciò che accade realmente sulle strade di Firenze». «Come Simone Scavullo – afferma il Presidente del Comitato Cittadini per Firenze – sento il dovere di intervenire dopo anni di battaglie, monitoraggi, segnalazioni, raccolte firme, sit-in e confronti con i cittadini. Da anni denunciamo lo sfruttamento degli animali impiegati per l’elemosina. Abbiamo organizzato manifestazioni in Piazza della Signoria, promosso raccolte firme consegnate al Consiglio Comunale e documentato decine di situazioni con fotografie, video e testimonianze. Non si tratta di opinioni, ma di un lavoro costante sul territorio».
La Vicesindaca, che ha la delega al benessere animale, sostiene «di aver aperto un confronto con le associazioni animaliste». Ma il Comitato Cittadini per Firenze, che da anni porta avanti questa battaglia, «non è mai stato realmente coinvolto». «Due anni fa – ricorda Scavullo – mi fu chiesto di predisporre un dossier completo con regolamenti, ordinanze, protocolli e casi adottati da altri Comuni italiani. Quel materiale è stato consegnato. Dopo aver ottenuto tutte le informazioni richieste, non è mai arrivata una convocazione né un ulteriore confronto. Questo non è dialogo: significa utilizzare il lavoro degli altri senza riconoscerne il contributo».
«Si continua poi a parlare di controlli approfonditi della Polizia Municipale – prosegue Scavullo -. La domanda è semplice: dove sono? I cittadini continuano a segnalare situazioni di degrado e sfruttamento, ma nella maggior parte dei casi ricevono risposte evasive o addirittura vengono liquidati senza alcun seguito. Se esistono verifiche sistematiche, l’Amministrazione le renda pubbliche».
«Anche sugli operatori di strada la realtà appare ben diversa da quella descritta. Abbiamo raccolto testimonianze dirette di persone senza fissa dimora che dichiarano di non aver mai ricevuto il supporto degli operatori sociali citati dal Comune. Sono dichiarazioni documentate che meritano risposte, non slogan».
Ancora più grave, secondo il Comitato, è minimizzare il concetto di maltrattamento. «Un cane costretto a rimanere per ore sotto il sole – incalza Scavullo –, sull’asfalto rovente, esposto al caldo estremo e utilizzato per attirare l’elemosina, non può essere considerato semplicemente parte di una normale relazione con il proprietario. La tutela del benessere animale deve partire dalla realtà dei fatti».
Infine, «respingiamo con decisione il tentativo di far passare la proposta di sequestro come se gli animali fossero equiparati a oggetti. Nessuno sostiene questo. Al contrario, proprio perché gli animali sono esseri senzienti – conclude la nota – chiediamo strumenti che consentano di sottrarli a situazioni di sfruttamento quando ne ricorrono i presupposti di legge. È lo sfruttamento a trasformare l’animale in un mezzo per ottenere denaro, ed è questo che deve essere contrastato. Dopo anni di promesse, Firenze non ha bisogno di nuove dichiarazioni di principio. Ha bisogno di controlli reali, interventi efficaci e strumenti concreti per fermare chi utilizza gli animali come strumenti per l’elemosina».
Il Comitato Cittadini per Firenze continuerà questa battaglia fino a quando alle parole seguiranno finalmente i fatti.



